martedì 24 aprile 2012

Dal sito Ufficiale del Capo dello Stato: "Il 25 aprile è diventata la festa di tutto il popolo e la Nazione italiana"

"Una ricorrenza fondamentale nella storia dell'Italia unita, di quelle che più ne hanno segnato il cammino sulla via dell'indipendenza, della dignità, della libertà, della coesione nazionale". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito il 25 aprile all'incontro al Quirinale con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma nel 67° anniversario della Liberazione.

"Sappiamo bene - ha continuato il Capo dello Stato - quel che la data del 25 aprile più che mai simboleggia: la capacità di riscossa e di mobilitazione di un popolo duramente provato dalla dittatura, dalla guerra e dalla fatale disfatta della fuorviante alleanza con la Germania nazista ; la capacità di nobile reazione e di rapida ricostruzione delle forze dello Stato che più rischiavano di uscire umiliate dal crollo dell'8 settembre 1943, cioè le nostre Forze Armate, che avevano storicamente legato la loro missione alla causa delle guerre per l'unità e l'indipendenza della Nazione, fino a superare la durissima prova del primo conflitto mondiale. Ed è per tutto ciò che abbiamo collocato al giusto posto nelle celebrazioni del Centocinquantenario la ricorrenza della Liberazione, che fu anche riunificazione di un'Italia divisa e lacerata dall'occupazione e repressione nazista".

Il Presidente Napolitano è tornato quindi a "riflettere sull'importanza del fondersi in uno stesso spirito di consapevolezza e di impegno unitario delle associazioni d'Arma, combattentistiche e partigiane. Ogni separazione e incomprensione è stata superata tra tutte le entità che hanno combattuto per l'Italia compiendo il proprio dovere fino all'estremo sacrificio: formazioni partigiane, unità delle vecchie e nuove Forze Armate, combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei reparti regolari delle Forze Armate, combattenti alleati, militari e civili passati attraverso le prove della prigionia e dell'internamento".

"Ma - ha aggiunto il Capo dello Stato - non solo in questi anni si è pienamente compiuta la giusta valorizzazione, per non breve tempo mancata, dell'apporto dei militari, in molteplici forme, alla Resistenza ; si è più in generale posto in piena luce il volto unitario di quella grande esperienza collettiva nazionale. Anche attraverso analisi e riflessioni critiche, e rimuovendo reticenze se non occultamenti della verità, si sono messi a fuoco momenti negativi o aspetti fuorvianti di un processo di altissimo valore ideale e morale, ma anche complesso e non esente da ombre. E si è lavorato tenacemente per liberare l'immagine e il volto della Resistenza dalle ferite di quel che fu anche guerra civile e dalle stratificazioni di ostilità e di odio di cui ancora rimanevano tracce. Così, il 25 aprile è diventata la festa di tutto il popolo e la Nazione italiana ; e nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile. Ringrazio perciò in modo particolare i rappresentanti in questa sala di tutte le parti politiche in seno alle istituzioni nazionali, laziali e romane. E' una grande forza della democrazia il promuovere occasioni di unità tra tutte le forze politiche e sociali che si riconoscono in fondamentali valori comuni, quelli che si celebrano in una giornata come il 25 aprile, quelli che sono sanciti nella prima parte della Costituzione repubblicana".

Per il Presidente Napolitano, "di occasioni di unità, di terreni di dialogo e di responsabile collaborazione, il nostro paese ha assoluto bisogno per affrontare con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali riconducibili a troppi ritardi e carenze nello sciogliere nodi strutturali e istituzionali che ostacolano il pieno dispiegamento delle straordinarie risorse ed energie su cui l'Italia può far leva. Le difficoltà attuali del nostro paese, pur poste al centro di politiche rigorose avviate in questi mesi dal governo e dal Parlamento, richiedono anche una nostra seria iniziativa al livello dell'Unione Europea, perché in quella sede si operino riequilibri e si adottino indirizzi essenziali per promuovere crescita e occupazione in tutta l'area dell'Euro. Ma non si attenui in noi la consapevolezza dei nodi che ci tocca sciogliere : tra i quali certamente quello del pesantissimo debito pubblico accumulatosi nei decenni e mai fatto oggetto di una decisa, costante, sistematica azione di abbattimento, innanzitutto attraverso la complessiva riduzione e insieme la razionale selezione e riqualificazione della spesa pubblica. E' un discorso che riguarda anche la spesa per la Difesa : e non solo per acute necessità di risparmio e oculatezza, ma per poter disporre nel prossimo futuro di 'uno strumento militare operativamente efficace', come ha qui detto il ministro Di Paola. Egli stesso, a nome del governo, ha di recente prospettato al Parlamento una linea progettuale di profonda riorganizzazione delle Forze Armate, di profonda revisione dello strumento militare. Se non tocca a me entrare nel merito di questo progetto, lasciatemi dire che condizione essenziale per un così arduo e complesso sforzo è l'adesione convinta, è l'apporto di volontà, disponibilità e collaborazione di tutti gli appartenenti alla Difesa, in servizio e anche - per la loro autorità morale e la loro esperienza - attualmente in congedo. Si operi quindi insieme, senza esitazioni e incertezze, e anche disponendosi a scelte dolorose, per la realizzazione di questo indispensabile progetto di revisione".

Il Capo dello Stato ha quindi ricordato "l'impegno che attualmente vede le nostre Forze Armate schierare migliaia di uomini e mezzi in numerose missioni internazionali, in Afghanistan, in Libano, nei Balcani, nell'Oceano Indiano : e il mio pensiero solidale va ai nostri Marò, che ci auguriamo di veder tornare presto liberi in Italia".

questa sera alle ore 21,30 non perdete TRIBU'

Gentili amici e amiche,
questa sera alle ore 21.30, andrà in onda su Telerama, la trasmissione Tribù, ospite il senatore Giuseppe Caforio che farà importanti chiarimenti in merito alla vicenda Tedesco. La trasmisione potrà essere vista in streaming su http://www.teleramawebtv.it/telerama1.asp
Fate girare la notizia.
Grazie e buon 25 aprile

Sabrina C.


martedì 17 aprile 2012

Oggi, martedì 17 aprile 2012 presso il teatro Impero di Brindisi ci sarà la presentazione dei ns. candidati alle imminemti elezioni. Non manchiamo!

Carissimi amici,
ritorno a chiedere ad ognuno di voi  l’importante adesione ad un altro decisivo momento per la Nostra lista e per l’intera coalizione a fianco del candidato sindaco Roberto Fusco.
Domani, martedì 17 aprile, alle ore 19.00,  si terrà presso il teatro “Impero” di Brindisi la presentazione di tutti i candidati delle le tre liste “Di Pietro-Italia dei Valori Brindisi”, Federazione della Sinistra – Rifondazione Comunista e lista “Sì Roberto Fusco sindaco”: essi si presenteranno ai cittadini di Brindisi per far conoscere la propria passione, le proprie esperienze, le proprie proposte.
Chi ha aderito al partito, chi è candidato, chi è dirigente, chi ha a cuore la svolta per la Città di Brindisi e la sua provincia non può mancare.
Vi prego vivamente di partecipare perché importantissima la presenza di ognuno.
Inoltre vi chiedo di sollecitare la partecipazione di amici e conoscenti.
Cari saluti.
Lorenzo Caiolo, coordinatore provinciale Italia dei Valori

lunedì 19 marzo 2012

Firmiamo la petizione IDV a tutela dell'ANTIMAFIA

FIRMA LA PETIZIONE: Difendiamo l'antimafia e rilanciamo
Siamo vicini all'obiettivo di 10.000
adesioni!

Caro lettore,

avrai visto come il Popolo della Libertà stia attaccando le leggi antimafia.

Noi dell'Italia dei Valori crediamo sia necessario proteggere il prezioso lavoro del Pool antimafia.


Ma non ci accontentiamo, e rilanciamo: bisogna allargare l'ambito di azione del "Voto di scambio" e introdurre il reato di autoriciclaggio.

Su questi argomenti abbiamo presentato tre proposte di legge a firma IDV.
Noi chiediamo che il Parlamento le discuta e le approvi il prima possibile.
 
Per questo abbiamo bisogno di te: c
licca il link e FIRMA E DIFFONDI.
Grazie
Ivan Rota

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UFFICIO NAZIONALE ORGANIZZATIVO
Via Santa Maria in Via, 12 - 00187 Roma

on. Ivan Rota
Responsabile Organizzazione IDV
Palazzo Marini 3 - Via del Pozzetto, 105 - 00187 Roma
tel. 06.67605752 - fax 06.67603393
e-mail:
rota_i@camera.it
facebook:
http://www.facebook.com/ivan.rota1


on. Ignazio Messina
Responsabile Eletti ed Enti Locali IDV
Palazzo Marini 3 - Via del Pozzetto, 105 - 00187 Roma
tel. 06.67603401 - fax 06.67604216
e-mail
messina_i@camera.it



giovedì 8 marzo 2012

Invito al convegno: "Brindisi: piattaforma logistica del Mediterraneo" che si terrà lunedì, 12 marzo, alle ore 17.00, presso l'Auditorium della Biblioteca provinciale a Brindisi.

Carissimo amica/o,
Italia dei Valori di Brindisi è lieta di invitarti al convegno "Brindisi: piattaforma logistica del Mediterraneo" che si terrà lunedì, 12 marzo, alle ore 17.00, presso l'Auditorium della Biblioteca provinciale a Brindisi.

Si tratta di un'interessante occasione formativa ed informativa con interventi di esperti su Porto, Interporto, Aeroporto: infrastrutture finora scarsamente considerate, mal utilizzate e non ben integrate.

Vista la significativa portata del tema, si conta sulla Tua preziosa partecicpazione.


Il coordinatore provinciale Lorenzo Caiolo



Di seguito, il programma in dettaglio del convegno:

MODERATORE: Prof. Lorenzo Caiolo, coordinatore Idv della Provincia di Brindisi

RELAZIONI:

- Prof. Abele Carruezzo "Il porto di Brindisi nel traffico euro-mediterraneo"

- Prof. Michele Zurlo "Brindisi polo strategico della piattaforma logistica pugliese"

- Ing. Calogero Casilli "Brindisi Interporto del Salento"

- Dott.Gianni Stasi "Riflessi occupazionali e fabbisogni formativi"

INTERVENTI:

- On. Augusto Di Stanislao, Commissario Idv Regione Puglia

- Avv. Roberto Fusco, candidato sindaco

CONCLUSIONI:

Sen. Giuseppe Caforio - Senatore Idv

domenica 19 febbraio 2012

CRONISTI PRECARI E MINACCIATI PER QUATTRO EURO AD ARTICOLO

Giovanni Tizian, 4 euro a pezzo e la vita sotto scorta. La sua storia alza il velo su rischi e condizioni di lavoro dei precari dell’informazione. Quanti Tizian ci sono in Italia? Quanti giornalisti sono stati ridotti a bersaglio? Sono diverse centinaia ogni anno. A tenere la contabilità è “Osservatorio ossigeno”, un gruppo di lavoro che dal 2006 traccia il fenomeno dei giornalisti nel mirino in collaborazione con federazione della stampa (Fnsi) e ordine dei giornalisti (Odg).

Il rapporto denuncia solo nel 2011 95 casi di intimidazione a danno di 324 cronisti lasciati soli davanti alle minacce. Dal 2006 sono 925 i casi segnalati, dal primo gennaio 2012 19. Nella maggior parte dei casi si tratta di azioni gravi e violente. Nicola Lopreiato scrive per la Gazzetta del Sud e il 6 gennaio ha ricevuto dal carcere una lettera di minaccia inviata dal boss Leone Soriano. Eppure non ha fatto notizia. Il giorno dopo una bomba esplode davanti al portone di casa di Nello Rega, giornalista che lavora per Televideo Rai.
Pochi giorni ancora e balza finalmente agli onori della cronaca il caso di Giovanni Tizian. In un’intercettazione tra mafiosi si progetta di ucciderlo. E lui finisce in prima pagina. Perché? Perché la sua vicenda condensa perfettamente i due mali del precariato nel giornalismo: la massima esposizione personale abbinata al minimo compenso economico possibile, 4 euro lorde. Ma i giornalisti precari rischiano la vita anche per meno. Perfino per un albero. Antonio Gregolin è l’ultimo dell’elenco, la new entry. E’ un cronista precario che scrive per il Giornale di Vicenza. A metà gennaio è stato preso a bastonate dopo un articolo. E non aveva denunciato ecomafie, ‘ndgranghetisti o chissà quale lobby. Aveva difeso un platano secolare che un privato voleva abbattere. Dopo il suo articolo di denuncia è stato seguito, colpito alle spalle con un bastone, preso a calci mentre era a terra e minacciato di morte. Per un platano e 22 euro lordi. Si rimane basiti dal silenzio delle istituzioni di fronte a questi casi. Peggio.

A scorrere il report si moltiplicano i tentativi di condizionamento e censura praticati da amministratori pubblici, magistrati e poliziotti attraverso un altro tipo di minaccia: il ricatto economico. Fioccano diffide e annunci di querela su giornalisti precari che proprio per la loro condizione sono più facilmente ricattabili. Leonida Ambrosio dirige il periodico online “Una pagina” di S. Giuseppe Vesuviano (NA). Per aver raccontato retroscena dello scioglimento del comune per infiltrazioni camorristiche ha ricevuto una richiesta di danni per 200mila euro, richiesta che incredibilmente è stata portata avanti perfino dai commissari prefettizi che sono subentrati all’amministrazione disciolta. Un bel libro sul tema lo ha scritto Raffaella Cosentino che ha passato in rassegna alcuni casi di giornalisti divenuti besaglio in Calabria. Si chiama “Quattro per cinque” e racconta storie come quella di Angela Corica, cronista di Calabria Ora che per quattro centesimi si è beccata 5 proiettili sparati da cecchini sulla sua auto.

Così intimidazione e precarietà vanno a braccetto e trasformano il mestiere del giornalista nel “cottimista dell’informazione”. I precari se ne sono accorti da tempo. Negli ultimi anni hanno scoperto la loro condizione di “gruppo” e si sono moltiplicate le iniziative dal basso, come la Carta di Firenze che stabilisce un codice deontologico fra colleghi o i tentativi di “contarsi”. Il 16 febbraio nella sala della Pace della Provincia di Roma il coordinamento di giornalisti precari di Roma “Errori di Stampa” presenterà i dati del primo censimento sul precariato dell’informazione nella Capitale, redazione per redazione, con i tariffari reali dei compensi di 2mila giornalisti. Il tam tam corre sulla rete che permette alle firme precarie di conoscersi e riconoscersi, di rompere la solitudine tipica dei lavoratori invisibili. Sui social network, come nelle piazze, si mobilitano collettivi strasverali, coordinamenti regionali, gruppi di lavoro, associazioni: “Firme precarie”, “Refusi”, “Errori di Stampa”, “SottoPRESSione” sono alcuni nomi nuovi. Su Twitter corre l’ashtag #4euroalpezzo in cui si cinguettano storie di sfruttamento e sacrificio. Il muro di gomma dei colleghi “interni” che “non leggono neppure le mail”. Di pagamenti mai arrivati. Sono i 4 euro di “Siamo tutti Tizian”, come recita il gruppo Facebook nato in solidarietà al cronista sotto scorta e calamitato il 26 gennaio davanti a Montecitorio per dire basta sfruttamento, tutti insieme. Per non farla finita come Pierpaolo Faggiano, ex collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno che si è ucciso a giugno a causa delle pessime condizioni lavorative: a 41 anni veniva pagato ancora sei euro a pezzo. Lorde.

giovedì 16 febbraio 2012

ECCO LA PROVA: MONTI OSTAGGIO DI BERLUSCONI

Stamattina il presidente della X Commissione del Senato ha dichiarato inammissibile l’emendamento dell’Italia dei Valori con il quale chiedevamo di mettere in gara le frequenze televisive, invece di regalarle a Berlusconi e alla Rai con la buffonata del beauty contest.
Il governo e la stranissima maggioranza che lo sostiene se ne sono rimasti acquattati senza intervenire. Così abbiamo avuto la prova provata di quel che diciamo sin dall’inizio: il governo Monti è ostaggio di Berlusconi e dei suoi sodali. Può permettersi di essere prepotente con le fasce sociali più deboli ma, di fronte all’azionista di maggioranza che può farlo cadere quando vuole, deve restare in riga e obbedire.
Diciamo allora le cose come stanno, senza fare gli ipocriti come tutti gli altri:le frequenze regalate a Mediaset sono il prezzo pagato dal governo per ottenere e conservare il voto di fiducia di Berlusconi. Tutte le promesse del ministro Passera sulla cancellazione del beauty contest, tutte le belle parole sulle liberalizzazioni e sulla fine degli oligopoli sono solo chiacchiere. Fumo negli occhi dei cittadini che, a differenza di Berlusconi, il prezzo della crisi devono pagarlo davvero e non solo a parole.
Noi dell’Italia dei Valori però non ci siamo arresi e non ci arrenderemo. Continueremo anche da soli questa battaglia giusta e sacrosanta. Non siamo stati complici di Berlusconi ieri e non lo saremo nemmeno oggi, quando tante forze politiche fingono di non vedere lo schiaffo che è stato dato a tutti i cittadini onesti, pur di non disturbare il manovratore e il suo governo.

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