domenica 13 settembre 2009

UN PERSONAGGIO ORMAI VICINO AL RIDICOLO


Molti articoli dopo la conferenza stampa con ZapateroSu Le Figaro analisi della frattura con Gianfranco Fini
Berlusconi-show, la stampa spagnola attacca "Un personaggio ormai vicino al ridicolo"

L'ironia di Le Monde: "Il migliore da 150 anni? No, dai tempi di Romolo..."dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - La "smarcatura" di Fini da Berlusconi, le controversie sulla conferenza stampa insieme a Zapatero, le minacce di azioni legali del premier contro "la escort": sono i temi a cui la stampa estera dedica oggi l'attenzione riguardo allo scandalo attorno al nostro presidente del Consiglio. Non senza qualche pesante ironia, come quella di Le Monde: "Berlusconi ha detto nella conferenza stampa di essere il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni, cioè dall'unità d'Italia in poi", scrive in un commento l'autorevole quotidiano francese. Ma perché solo degli ultimi 150 anni? Gli italiani sanno che egli è il loro miglior leader da Romolo in poi". E' un altro quotidiano francese, il Figaro, a mettere l'accento sulle crescenti tensioni tra il premier e il presidente della Camera Gianfranco Fini. In un articolo intitolato "Fini si smarca da Berlusconi", il giornale osserva che le relazioni trai due alleati del Pdl stanno "peggiorando" e che ormai "non passa settimana senza che Fini critichi il primo ministro su immigrazioni, bioetica, rapporti con la giustizia, lotta alla mafia". Il Figaro sottolinea il recente discorso in cui Fini ha criticato la direzione "monocratica" impressa da Berlusconi al Pdl e rileva l'apparente volontà del presidente della Camera di "smarcarsi" non solo dal premier ma pure dalla Lega Nord, a causa delle "posizioni populiste e xenofobe" assunte dal partito di Bossi. Un'altra dura presa di posizione contro Berlusconi è su El Pais, che già aveva dedicato un editoriale molto critico verso il premier all'indomani della conferenza stampa congiunta con Zapatero. "Nessuna critica è sufficiente vicino al ridicolo che questo personaggio rappresenta per l'Unione Europea ogni volta che parla in pubblico", scrive il più importante quotidiano di Spagna. "Ma la cosa più grave non è il suo machismo, bensì il fatto che per la prima volta nella storia della Ue sotto la sua leadership in Italia vengono perseguitati gli immigrati. Per il momento la Ue tace, dimenticando che le posizioni xenofobe di Haider in Austria provocarono dure condanne e ritiro di diplomatici da Vienna per protesta".

El Pais dedica vari articoli anche alla visita di Zapatero in Italia, soffermandosi in particolare sul fatto che il premier spagnolo si è brevemente recato, su invito di Berlusconi, a Villa Certosa, la villa del presidente del Consiglio italiano in Sardegna, teatro dei party con donne in topless e delle fotografie di cui Berlusconi ha ottenuto il divieto di pubblicazione in Italia ma che proprio El Pais ha pubblicato in Spagna. I portavoce di Zapatero, scrive il quotidiano spagnolo, hanno spiegato che egli è andato a Villa Certosa solo per "ragioni di cortesia", le stesse ragioni che lo hanno obbligato a evitare un "conflitto diplomatico" durante la conferenza stampa quando Berlusconi parlava delle donne. "Tutto il mondo conosce la mia opinione sull'uguaglianza dei sessi", è la frase dello stesso Zapatero riportata dal Pais, "ma il rispetto istituzionale mi ha obbligato a essere prudente".

I portavoce del leader spagnolo aggiungono che sarebbe stato senza precedenti rifiutare l'invito a Villa Certosa, perché è consuetudine che nelle visite si accetti l'agenda proposta dal padrone di casa. Ciononostante, sia El Pais che El Mundo sottolineano che la pur breve presenza di Zapatero a Villa Certosa è stata "sfruttata" dal Giornale, il quotidiano "di famiglia" di Berlusconi, per attaccare la sinistra italiana: come dire che se uno dei leader della sinistra europea non trova sconveniente andare sul luogo delle feste contestate a Berlusconi, la sinistra italiana dovrebbe stare zitta. El Pais, in particolare, critica in un breve corsivo anche il commento estemporaneo fatto da Zapatero durante la conferenza stampa, quando Berlusconi si è interrotto per un attimo nella sua lunga risposta al corrispondente del quotidiano spagnolo e si è scusato con Zapatero, il quale ha risposto, "no, è interessante". La parola scelta dal premier spagnolo sconcerta El Pais. "Interessante? Era il termine giusto?" Tra gli altri commenti e servizi della stampa internazionale di stamani sono da segnalare un articolo di El Periodico sul "rischio" rappresentato da Berlusconi e dalla sua "tattica a base di minacce"; uno del Times di Londra, sulla reazione di Bossi secondo cui sarebbe stata la mafia a organizzare lo scandalo di sesso che coinvolge Berlusconi; uno del Daily Telegraph, sulla "minaccia di azioni legali" lanciata da Berlusconi apparentemente contro Patrizia D'Addario, accusata di avere "danneggiato la sua reputazione sostenendo di avere fatto sesso con lui"; e uno del francese Liberation, che parla di "Repubblica", definito "un quotidiano che non abdica dal denunciare le menzogne del Cavaliere, nonostante i suoi colpi bassi".

(da Repubblica del 12 settembre 2009)

12 Settembre 2009
Berlusconi ha perso il Quirinale

Autore Pancho Pardi
La situazione politica italiana è pessima, però c'è un punto buono che ci deve rallegrare. Con tutto il pasticcio delle donne a pagamento nelle sue residenze, e dall'enorme ricattabilità a cui si è esposto a questa vicenda, che è il fatto più importante, non il fatto sessuale ma la ricattabilità del detentore del potere politico, ne viene fuori il fatto buono: Berlusconi ha perduto definitivamente il Quirinale.Se mai aveva il sogno, e lo ha avuto, di diventare Presidente della Repubblica, questo sogno lo ripone nel cassetto. Al massimo potrà tentare di rovinare l'Italia come Presidente del Consiglio, ma non da Presidente della Repubblica.Questo è un fatto che bisogna far circolare e sostenere, perché è un fatto vero che diventerà sempre più vero quante più persone lo pensano e lo dicono.

Postato da Pancho Pardi in

giovedì 10 settembre 2009

LE DONNE DEL CAVALIERE

Sui giornali internazionali impazzano gli articoli sul premier e le sue feste"Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo è che lui resti ancora al potere"
La stampa estera e le "donne del Cavaliere"e il Times di Londra titola: "Roma brucia"
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - "Roma brucia". Il titolo dell'editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l'allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui. "Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere", afferma il commento della direzione del quotidiano londinese. Ci sono varie spiegazioni di questo, continua l'editoriale, "la più pertinente sembra essere la mancanza di un'alternativa credibile in un'opposizione divisa dopo la caduta del governo Prodi e tra gli stessi alleati del premier nel centro-destra". Ma anche se per il momento Berlusconi sopravvive, il presidente della Camera Gianfranco Fini, dopo il dissidio di questi giorni con il leader del Pdl, "sta sicuramente pensando al lungo termine" e "rappresenta il meglio della destra, valori familiari e conservatorismo tradizionale". Tre cose rendono Berlusconi "vulnerabile", scrive il Times. La prima è "il danno che egli ha causato all'immagine dell'Italia all'estero". La seconda è "la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene, nascondono una rabbia cocente per l'incapacità del suo mondo virtuale di proteggerlo". La terza è un "non detto timore di ricatti". Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto, osserva l'editoriale, sembrano essere straniere. "Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda? Non è una preoccupazione solo per Roma. L'Italia è un importante partner occidentale nella Nato, dai Balcani all'Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti gli amici del suo Paese".

Oltre all'editoriale, il Times dedica un'altra pagina intera al caso Berlusconi, con due articoli, nei quali osserva che le rivelazioni sulle deposizioni di Gianpaolo Tarantini a proposito delle "30 donne fornite a Berlusconi per i suoi party aumentano la pressione sul premier", la cui bonomia e i cui sorrisi "appaiono sempre meno convincenti, perché i problemi si accumulano, distraendolo in un momento in cui l'Italia ha bisogno di una mano ferma" che guidi l'economia. Il capo del governo, conclude il quotidiano di Londra condividendo l'opinione di un commentatore italiano, dà l'impressione di essere "un uomo arrabbiato, sconfitto e depresso, che litiga con tutti". Titoli e servizi analoghi sugli altri principali quotidiani britannici. "Altre cinque donne pagate da Berlusconi", titola il Daily Telegraph, notando che gli ultimi sviluppo "aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati" a causa dei suoi conflitti con i media, la Chiesa, gli alleati interni. Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da Berlusconi siano straniere potrebbe avere "compromesso la sicurezza nazionale, come afferma l'opposizione". E il Daily Mail titola su "Silvio e la sua galleria di ragazze da party", pubblicando una serie di foto delle donne coinvolte nello scandalo. Le nuove rivelazioni figurano nei titoli di tutta la stampa europea e internazionale. "Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere", titola il Figaro in Francia, dove Le Monde parla di una "strategia della tensione" lanciata da Berlusconi contro i suoi avversari, che però "potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi". In Spagna, il Mundo titola: "Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi". La Voz de Galicia scrive che Tarantini ha organizzato "fiesta con 30 chicas" per Berlusconi. El Pais titola: "Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute", ricordando, in un altro servizio, che proprio in questo momento di crisi personale e di scandali il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale "ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente", ma l'incontro era stabilito da tempo. In Irlanda, un altro paese fortemente cattolico che segue con grande attenzione l'evolversi della Berlusconi story, l'Irish Times la definisce "una soap opera" in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena e l'Irish Independent titola sulle "esplosive rivelazioni" riguardo a "trenta call girls" che "andavano ai party di Berlusconi". E continuano a fare il giro del mondo, la vicenda arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla "string of hookers", la collana di prostitute, del premier; e in Argentina, dove il Clarin titola senza mezzi termini: 30 prostitute a 18 feste per "el capo".

(dal quotidiano "La Repubblica" del 10 settembre 2009)

L'ALTERNATIVA DI GOVERNO IN 10 PUNTI

9 Settembre 2009
L'alternativa di governo in 10 punti

L’Italia dei Valori, nel 2006, avviò una proposta di programma che venne commentata on line per diversi mesi e che raccolse migliaia di contributi da parte dei cittadini.
Quel programma e quei contributi confluiscono oggi in un documento di 10 punti che rappresentano i nostri obiettivi politici in ciascuna delle aree.
Una proposta di programma dalla parte dei cittadini in continuo divenire a causa delle nuove leggi, degli eventi internazionali e del cambiamento delle esigenze del Paese.
I 10 punti hanno l’obiettivo di offrire ai cittadini un’idea chiara su diverse tematiche per il buon governo del Paese, argomenti su cui Italia dei Valori si impegnerà come alternativa di governo con professionisti provenienti dalla società civile.
Ad oggi nessun partito promuove un programma poiché navigano a vista in relazione a tornaconti personali e locali, producendo a giorni alterni una politica schizofrenica che afferma tutto ed il contrario di tutto.
Vi chiedo di contribuire con i vostri commenti e le vostre idee alla definizione del programma, di diffonderlo il più possibile nei vostri blog, in Facebook, in Twitter, e presso amici e conoscenti.
Italia dei Valori non è più un partito d'opposizione ma un'alternativa di governo a questa maggioranza scellerata, dissoluta, oramai al capolinea.

Postato da Antonio Di Pietro in

mercoledì 9 settembre 2009

BERLUSCONI DELEGITTIMA CHI COMBATTE LA MAFIA

Anm: "Il premier delegittima chi combatte la mafia"
ROMA - Il premier non può delegittimare chi combatte la mafia. L'Associazione nazionale magistrati Anm esprime "indignazione" per le dichiarazioni "inaccettabili" del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sulle procure di Milano e Palermo. "La lotta alla mafia non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa". Intervenendo ieri all'inaugurazione della Fiera tessile milanese, Berlusconi aveva detto: "So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del'94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura". "Ci attaccano come tori inferociti", insiste il Cavaliere, facendo comunque capire di avere le spalle larghe, ma "qui c'è un torero che non ha paura di nessuno. Noi lavoriamo per il bene del Paese". Dura la replica dell'Anm che ritene "del tutto inaccettabile" paragonare ad uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose dei primi anni '90. "La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo - prosegue il documento dell'associazione dei magistrati - richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa".

(dal quotidiano La Repubblica del 9 settembre 2009)

MANIFESTIAMO ANCHE PER "REPORT"

19 settembre, manifestiamo anche per Report

L'iniziativa per la libertà d'informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, "si Svolgerà sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 16". Lo comunica la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, rivolgendo "un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa".La manifestazione si propone, "in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell'articolo 21 della Costituzione“ spiega la Fnsi ”e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio". Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: segreteria.fnsi@fnsi.it; infofnsi@tin.itNon possiamo che rispondere si all’appello lanciato dalla FNSI, anzi ci permettiamo di invitare tutte e tutti a spedire la loro adesione al sito della FNSI o al sito di Articolo21 o a questo blog. Se non bastassero i milioni di buoni motivi già sotto gli occhi di tutti basterà sapere che, persino in queste ore la Rai di Berlusconi è all’opera per colpire quello che resta di Rai3 a cominciare dalla trasmissione della Gabanelli: “Report”. Qualche giorno fa il settimanale l’Espresso ci aveva fatto sapere che l’ufficio legale della Rai sarebbe stato all’opera per ridurre l’assistenza aziendale alla trasmissione in corso di denunce o di querele. In altre parole si sta tentando una azione di mobbing per costringere la trasmissione a non rompere troppo le scatole. Per giorni e giorni la direzione generale della Rai non ha replicato alcunché, fino a quando incalzata dalle proteste ha dovuto partorire il seguente balbettante comunicato: RAI: DG, NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT(ANSA) - ROMA, 7 SET - DA AMBIENTI DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA RAI SI FA NOTARE CHE "NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT: TRATTIAMO REPORT COME TUTTE LE ALTRE TRASMISSIONI". LA PRECISAZIONE DEL VERTICE DI VIALE MAZZINI ARRIVA DOPO LE INDISCREZIONI SULLA MANCATA COPERTURA LEGALE DA PARTE DELL'AZIENDA PER I GIORNALISTI DEL PROGRAMMA DI MILENA GABANELLI NELLE POSSIBILI CAUSE INTENTATE DAI PROTAGONISTI DELLE INCHIESTE DELLA TRASMISSIONE. SULLA VICENDA I SENATORI RADICALI MARCO PERDUCA E DONATELLA PORETTI HANNO ANNUNCIATO UN'INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELL'ECONOMIA TREMONTI E IL PORTAVOCE DI ARTICOLO 21, GIUSEPPE GIULIETTI, HA CHIESTO CHE L'INDISCREZIONE VENISSE SMENTITA. Tutto a posto , dunque? Neanche per sogno. L’imbroglio è evidente. Report, infatti non è una trasmissione come le altre. Quando un giornalista non fa le domande o fa finte inchieste non corre alcun rischio di essere denunciato, anzi, spesso viene premiato con una promozione. Le inchieste di Report, come quelle di Anno Zero o come quelle realizzate da Riccardo Iacona, per fare solo qualche esempio, hanno una tipologia diversa, si fondano proprio sulla capacità di illuminare le tante oscurità della vita nazionale. Proprio per questo milioni di spettatrici e milioni di spettatori scelgono questi programmi. La sola ipotesi che si voglia modificare “la rete di protezione aziendale e legale” è un chiaro atto di ostilità nei confronti di queste trasmissioni (e si potrebbero aggiungere i programmi di Lucarelli, la nuova edizione di Chi l’ha visto, lo storico appuntamento con Blob...) e dell’attuale direzione di Rai3. Ma quali rassicurazioni? Da mesi e mesi Berlusconi e i suoi fedelissimi hanno preannunciato la loro intenzione di mettere il cappuccio anche a Rai3, anche al Tg3 , anche a Rainews24 e di sbattere fuori dal video tutti gli autori e tutte le trasmissioni a loro sgradite. Se prima vi erano solo un milione di ragioni per andare in piazza il 19 settembre adesso ne abbiamo un milione e una.
Giuseppe Giulietti
(da MicroMega-8 settembre 2009)

martedì 8 settembre 2009

L'8 settembre di Annozero

8 settembre 2009

Ecco la lettera che Michele Santoro oggi ha inviato al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai copnsiglieri di amministrazione, a proposito della nuova edizione di Annozero, che dovrebbe debuttare giovedì 24 settembre.
Gentili Direttori,
a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero.
Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive.
./.Segue: lettera
Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto, la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato.Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai ( credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro.Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite.Vi comunico quindi che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente.

Roma, 8 settembre 2009

Michele Santoro

CONTATORE