mercoledì 6 maggio 2009


6 Maggio 2009
Voglio parlare di regime


Riporto una mia intervista, rilasciata ieri al quotidiano il Riformista. Nell'intervista ribadisco la mia volontà a voler parlare di cose concrete come la crisi economica, l'assalto alla giustizia di questo governo, la gestione propagandistica del terremoto d'Abruzzo e non faccio speculazioni su fatti che coinvolgono familiari e terze persone, oltre Silvio Berlusconi. Voglio però ricordare che il Presidente del Consiglio è un personaggio pubblico e questa separazione netta tra pubblico e "privato" non è possibile nel caso di un uomo delle istituzioni. Lui stesso fino ad oggi ha sempre mescolato le due sfere a proprio piacimento per trarne vantaggi politici. Purtroppo quando si fa sfoggio della propria vita privata per generare consenso poi non è possibile utilizzare filtri e censure su ciò che attiene la propria condotta anche in questa sfera.

il Riformista: Berlusconi deve riferire in Parlamento delle accuse di Veronica?
Antonio Di Pietro: Non ho intenzione di strumentalizzare questa storia: è una vicenda privata.

il Riformista: Il suo vicecapogruppo, codice penale alla mano, ha invitato il premier a chiarire il suo rapporto con la minorenne.
Antonio Di Pietro: Le ripeto: è una vicenda privata che coinvolge dei figli e, appunto, una ragazza minorenne. Mi interessa parlare dell’azioni pubbliche di Berlusconi, a partire dall’attacco che conduce verso la democrazia.

il Riformista: Quale è il confine tra pubblico e privato?
Antonio Di Pietro: Glielo dico un’ultima volta. Il presidente del Consiglio è un personaggio pubblico ed è quindi lecito sconfinare nel privato. Ciò detto poiché in questa storia ci sono terze persone non la intendo strumentalizzare. Stiamo parlando di una minorenne e del suo futuro. Quindi non userò argomenti che possano coinvolgere le persone terze per attaccare Berlusconi.

il Riformista: Offrirebbe una candidatura a Veronica?
Antonio Di Pietro: Che domanda è questa? Vorrei parlare di politica.

il Riformista: Veltroni lo fece.
Antonio Di Pietro: Ma io sono Di Pietro. Lei sta parlando con me.

il Riformista: Siamo passati dalla questione morale alla questione sessuale?
Antonio Di Pietro: Per me c’è una questione politica e morale che riguarda il conflitto di interesse del premier e il suo progetto politico piduista che sta svuotando il ruolo del parlamento, della magistratura e asservendo l’informazione. Di questo si deve parlare: della crisi, dell’Abruzzo.

il Riformista: Abruzzo: faccia un bilancio a un mese dal sisma.
Antonio Di Pietro: Siamo di fronte a una gigantesca speculazione mediatica a fini elettorali. Il governo si è mosso male già prima del terremoto, basti vedere come si è comportato in relazione alla commissione grandi rischi. E ora Berlusconi mira a confondere la straordinaria opera di volontariato con l’azione del governo, appropriandosi di meriti non suoi.

il Riformista: E il G8, il cosiddetto «decreto Abruzzo»?
Antonio Di Pietro: Tutta scena. Il G8 creerà solo confusione. Per il resto, a un mese dal sisma, non c’è in campo nessuna idea di ricostruzione. Vada a chiedere agli abruzzesi che ne pensano di questa sceneggiata. E non ci sono nemmeno i soldi, visto che secondo quel decreto arriveranno nel 2033.

il Riformista: Referendum: lei andrà a votare?
Antonio Di Pietro: Certo. Non sono mai stato un fautore dell’astensionismo. Io ero per un “sì motivato”, nell’ottica di cambiare la legge. Ora però bisogna capire le posizioni delle forze politiche.

il Riformista: Che vuole dire?
Antonio Di Pietro: Questa legge elettorale va modificata perché mortifica la democrazia. E il referendum potrebbe essere uno stimolo utile visto che il Parlamento non è in grado di fare una riforma. Il problema è che da alcuni giorni Berlusconi ha detto: “Se vince il sì, ci teniamo la legge che esce”. Cioè una forza che ha la maggioranza relativa acquisirebbe la maggioranza assoluta. Praticamente un regime. Per questo bisogna capire come i partiti vogliono cambiarla.

il Riformista: È pronto a sedersi al tavolo della Lega?
Antonio Di Pietro: Il tavolo dove si scrivono le regole non è della Lega ma di tutti. E io sono pronto a riscrivere le regole.

il Riformista: Secondo quali criteri?
Antonio Di Pietro: Il primo: va ridata al cittadino la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti, attraverso le primarie o la reintroduzione delle preferenze. Secondo: va garantita la presenza in parlamento di forze significative, quindi lo sbarramento del quattro per cento va bene. Terzo: il premio di maggioranza deve essere attribuito non al partito ma alla coalizione.

il Riformista: Tranne il primo punto, è la legge attuale.
Antonio Di Pietro: O il modello tedesco, di cui siamo pronti a discutere.

il Riformista: Senta, mezzo Pd vuole fare il congresso per rompere l’alleanza con lei.
Antonio Di Pietro: A livello locale siamo alleati un po’ ovunque. Io continuo ad appellarmi agli elettori che vogliono liberarsi del regime di Berlusconi. L’antiberlusconismo non c’entra. Infatti abbiamo votato il federalismo fiscale, mentre contrastiamo le norme che svuotano la democrazia.

il Riformista: Quale è il «ciarpame» del berlusconismo secondo lei?
Antonio Di Pietro: È ciarpame l’informazione che Berlusconi ha messo in piedi per far credere ai cittadini il contrario della verità su tutto.

il Riformista: Le veline sono il male minore?
Antonio Di Pietro: La bravura può esserci in persone belle e meno belle. L’importante è essere belli dentro. E le nostre candidate lo sono.

Postato da Antonio Di Pietro

ANTONIO DI PIETRO IN PROVINCIA DI BRINDISI

Informiamo tutti i ns. amici e simpatizzanti che sabato 9 MAGGIO il Presidente Di Pietro sarà nella nostra Provincia e precisamente:
- alle ore 16,00 sarà in Francavilla Fontana in Piazza Dante;

- alle ore 17,00 sarà in Oria presso la sala DE SICA del Cinema Gassman;

- alle ore 19,30 sarà in Fasano presso il Teatro sociale.

Il Circolo IDV di San Donaci parteciperà agli eventi di Francavilla Fontana e di Oria.
Pertanto invitiamo tutti gli interessati a comunicare le adesioni per una migliore organizzazione dell’evento.
Il Circolo IDV

lunedì 4 maggio 2009

L'ITALIA NON E' UN PAESE LIBERO


3 Maggio 2009

L'Italia non e' un Paese libero

Autore Antonio Borghesi

Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) l’Italia viene retrocessa per la prima volta da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà. Su un punteggio in scala a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 : è l’unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I migliori restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia.

Secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha diretto lo studio, il “problema principale dell’Italia è Berlusconi, poiché il suo ritorno nel 2008 ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida”, sostiene. “La libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati 'free' solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono 'parzialmente liberi' e 64 (il 33%) sono 'non liberi'. Secondo l'indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera.



Postato da Antonio Borghesi

Vi racconto come si è svolta l’inaugurazione del Circolo IDV








San donaci. Sabato 2 Maggio 2009.
È una piacevole serata il sole sta tramontando, la temperatura è piacevole.
Ore 19:30. In via Frassaniti, una via del Centro di San donaci che conduce alla Chiesa Madre, c’è fermento. Si sta per inaugurare la sede del circolo dell’Italia dei Valori.
Entro nel locale. Non è grandissimo, ma ben sistemato. È confortevole, accogliente. Sui muri laterali spiccano i tanti manifesti elettorali. (siamo pur sempre in Campagna elettorale) e tra questi anche quelli del buon Antonio (Di Pietro) che sembra osservare con scrupolo che tutto si svolga nella legalità e nella trasparenza.
Ed è così che il 2 maggio si inaugura a San Donaci la sede del Circolo dell’Italia dei valori. In realtà quella del 2 maggio è la nascita formale, poiché il Circolo aveva preso vita già qualche mese prima, Ottobre 2008, in occasione della raccolta delle firme per l’abrogazione del cosiddetto Lodo Alfano. In quei giorni il neonato Circolo riusciva a raccogliere, con pochi mezzi ma con grande entusiasmo, oltre 400 firme (un dato più che rilevante per un piccolo centro come quello di San Donaci).

A festeggiare e inaugurare la nascita del Circolo esponenti illustri del partito dell’Italia dei Valori, a partire dal Senatore Giuseppe Caforio (uno dei promotori della nascita del Circolo), il Dott. Giuseppe Caprioli, coordinatore provinciale dell’Italia dei valori, l'Avv. Nicola Massari, candidato presidente alla Provincia di Brindisi dell’Italia dei Valori, l'Avv. Americo Fanelli Presidente del Circolo nonchè candidato Consigliere alla Provincia di Brindisi con l'Italia dei Valori, l'Avv. Giovanni Pesce, candidato alle Europee dell’Italia dei Valori.
Tutti hanno in comune le radici. Tutti orgogliosamente provenienti dalla Provincia brindisina.
A fare gli onori di casa innanzitutto il Segretario del Circolo IDV, sig. Luigi Fanelli, il quale prende la parola per porgere il suo personale benvenuto a tutti gli astanti che ringrazia, rivolgendo un saluto particolare agli organizzatori dell'evento, e tra essi il Tesoriere del Circolo, sig. Mino Bello e il componente del Direttivo sig. Salvatore Alemanno. Ringrazia inoltre le gentili signore che hanno collaborato con impegno e dedizione alla riuscita della manifestazione.

Inizia il dibattito. Subito si mette in chiaro una cosa. Si parla di Circolo e non di sezione (come hanno invece affermato un po’ frettolosamente nei loro interventi il sindaco Pd, Domenico Serio e il Segretario del Pd di San Donaci, Vito Punzi, invitati com’è giusto che sia, dagli “amici” dell’Italia dei Valori). Circolo e non sezione perché, come ha voluto sottolineare il Presidente del Circolo nascente, a differenza della sezione non c’è nessun ordine dall’alto, la politica la fanno davvero i cittadini. Ad assistere alla nascita, una trentina di persone, non giovanissime a dire la verità (si dirà giovani dentro, e come negarlo) ma tutte molto interessate ad assistere all’evento.

Il clima è quello di festa, ma si fa serio quando si apre il dibattito e si mettono alla luce i problemi che affliggono da anni il territorio brindisino, costretto, da troppo tempo a subire le conseguenze di politiche poco lungimiranti che non favoriscono la collettività, ma solo l’interesse dei pochi.
Prendono la parola a turno i rappresentanti del partito. Tra i tanti i temi affrontati, spiccano in particolar modo quelli legati alla salute dei cittadini. (impressionante un dato enunciato che riguardo l’aumento, negli ultimi anni, di 300 casi di ricovero per tumore al polmone nell’ospedale di San Pietro Vernotico. Il fatto che a pochi chilometri di distanza ci sia la più grande centrale a carbone d’Europa e soprattutto la più inquinante, vorrà pur dire qualcosa).

Il dibattito prosegue, i temi della trasparenza e della legalità sempre in primo piano, poiché sono i valori fondanti del Partito. Ma si parla anche di partecipazione attiva della Cittadinanza.
Viene richiamato l’articolo 4 della nostra Costituzione, secondo cui “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Ed è proprio sotto questi auspici che nasce il Circolo dell’Italia dei Valori di San Donaci, per dar voce a chi voce oggi non ha, a chi si vede sbattere la porta in faccia dalle Istituzioni. Per promuovere la legalità, la trasparenza e la giustizia sociale. Per Accogliere le istanze e sostenere le idee di tutti (al di là del colore politico) con l’obiettivo di far crescere un territorio, dotato di enormi potenzialità, purtroppo spesso inespresse.
Ore 21:30.
La sede è stata inaugurata. Terminato il dibattito spazio al classico rinfresco per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla serata. Un pezzo di focaccia, un bicchiere di buon vino, due risate tra amici e poi tutti a casa.
Grazie per la piacevole serata.


Antonio Bello.

sabato 2 maggio 2009

INAUGURAZIONE CIRCOLO DI SAN DONACI

Vi ricordiamo che questa sera alle ore 19.30
sarà INAUGURATA la nostra sede sita in
via Frassaniti n.8

Interverranno :
il Sen.Giuseppe Caforio
l'On. Pierfelice Zazzera
l'Avv. Giovanni Pesce
il Dott. Giuseppe Caprioli
l'Avv. Nicola Massari
l'Avv.Americo Fanelli

Vi invitiamo a partecipare numerosi a questo importante evento

CLEMENTINA FORLEO DISINNESCATA

2 Maggio 2009

Clementina Forleo disinnescata




Autore Carlo Vulpio Carlo Vulpio

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.


Postato da Carlo Vulpio

mercoledì 29 aprile 2009

VI INVITIAMO A PARTECIPARE ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DEL CIRCOLO

Cerimonia di inaugurazione del Circolo IDV “San Donaci Terra Viva”
Sarà inaugurata sabato 2 maggio p.v. alle ore 19,30 la nuova sede del Circolo dell’Italia dei Valori Lista di Pietro che è sita in San Donaci alla via Frassaniti n. 8 che ospiterà al suo interno un innovativo “Sportello dei Diritti”.
Alla cerimonia di inaugurazione interverrà il Sen. Giuseppe CAFORIO che ha voluto fortemente la costituzione del Circolo impegnandosi in prima persona, l’On. Pierfelice ZAZZERA, Coordinatore Regionale IDV, il Dott. Giuseppe CAPRIOLI Commissario Provinciale IDV, l’Avv. Nicola MASSARI e l’Avv. Americo FANELLI, questi ultimi rispettivamente candidati dell’IDV per le elezioni alla Presidenza della Provincia di Brindisi ed alla carica di Consigliere Provinciale.
Interverrà inoltre l’Avv. Giovanni PESCE, candidato IDV alle Elezioni Europee per la circoscrizione dell’Italia meridionale.
Dopo le vicende conseguenti alle amministrative dell’aprile 2008, che come è noto portarono il Partito dell’Italia dei Valori a non appoggiare nel Consiglio Comunale di San Donaci la Giunta del Sindaco SERIO ed alla conseguente espulsione dal Partito del Consigliere ANCORA, il Commissario Provinciale IDV Dr. Giuseppe CAPRIOLI nel maggio 2008 affidava all’Avv. Americo FANELLI il non facile compito di riorganizzare il Partito e costituire un Circolo.
Il Circolo veniva costituito con atto del 23.05.2008 , dotandosi di una sede provvisoria, e pur nella emergenza del momento provvedeva alla raccolta in Piazza Municipio di oltre 400 firme per l’indizione del Referendum contro il cd. “Lodo Alfano” coinvolgendo entusiasticamente l’intera a popolazione Sandonacese.
Ora è pronto per rispondere per mezzo dello “Sportello dei Diritti” e del proprio Blog “idvsandonaci.blogspot.com” e mail idvsandonaci@gmail.com alle più svariate esigenze dei cittadini e delle famiglie ed in particolar modo dei giovani, per l’ascolto ed il confronto con tutti propugnando una politica che sia più rispettosa dell’ambiente e del territorio.
L’intendimento del presidente del Circolo, che è l’Avv. Americo FANELLI è quello di favorire la partecipazione dei cittadini, non solo degli aderenti al partito, allo scopo di innovare e cambiare la politica e fornire un servizio reale e concreto all’intera popolazione con l’obiettivo di costruire una Puglia innovativa, dinamica e moderna.
Vi invitiamo a partecipare all'evento che segna finalmente una svolta nel segno del rinnovamento delle persone e della politica
Il Circolo IDV "San Donaci Terra Viva"

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