Monsignor Mogavero a Radio Vaticana:«Così si legittima ogni intervento arbitrario»
CITTA' DEL VATICANO - La Cei prima critica, per corregge. Il decreto "salvaliste" è riuscita a far discutere anche la Conferenza episcopale. Monsignor Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana ha osservato che «cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto». «La democrazia - ha detto il vescovo - è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci», se invece «dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive». E ancora in merito ai problemi sorti in questi giorni ha osservato: «Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci».
HA RAGIONE NAPOLITANO: «"GRANDISSIMO PASTICCIO"» - «La definizione giusta - ha detto mons. Mogavero - è quella data dal Presidente della Repubblica quando ha parlato di un grandissimo pasticcio». «Le regole - ha detto ancora il vescovo di Mazara del Vallo - sono a garanzia e a tutela di tutti. A questo punto si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore, il valore della partecipazione oggi, e domani un altro valore». «Ci sono state leggerezze, manchevolezze, approssimazioni - ha rilevato mons. Mogavero - nell'affrontare il gioco democratico che non sono a favore di nessuno, forse siamo impreparati a una democrazia sostanziale».
IL PORTAVOCE: «QUESTIONI TECNICO-GIURIDICHE, LA CEI NON SI ESPRIME» - Nel pomeriggio, con una nota scritta, è intervenuto il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Domenico Pompili che ha precisato come «le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico ed istituzionale». Pompili, spiega quindi che, «considerata questa connotazione la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo».
dal"Corriere della Sera"
lunedì 8 marzo 2010
VESPA RIVELA LE MINACCE DI B. AL PRESIDENTE
8 marzo 2010
Nell’editoriale di due giorni fa sul Mattino, Bruno Vespa parla della situazione che si era venuta a creare sul decreto salva-liste come esplosiva, simile allo "sparo di Sarajevo" che nel 1914 portò alla Prima guerra mondiale. Il conduttore di Porta a Porta e collaboratore del quotidiano napoletano, spiega il clima di tensione Napolitano-Berlusconi come "una tempesta abbattutasi" tra i due.
"Nelle ore che hanno preceduto e seguito il colloquio di mercoledì con il capo dello Stato", il premier - scrive Vespa - "Berlusconi ha pensato di far saltare il tavolo".
E "l’indisponibilità manifestata da Napolitano a firmare un decreto che salvasse la lista del Pdl nel Lazio e la posizione di Formigoni in Lombardia sarebbe stato lo sparo di Sarajevo. Come l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie il 28 giugno del 1914 fu il pretesto per scatenare la Prima guerra mondiale, così l’eventuale sacrificio dei candidati alla conquista e alla conferma nelle due regioni più importanti d’Italia sarebbe stato l’innesco di una bomba ben più micidiale. E Vespa spiega anche come "Il presidente del Consiglio voleva far approvare la sera stessa un decreto legge sulla falsariga del precedente delle elezioni europee del ‘95: i radicali erano fuori tempo e ricorsero a Scalfaro, Lamberto Dini presidente del Consiglio riaprì i termini per 48 ore e tutto si aggiustò".
Ma "il capo dello Stato ha sostenuto che quella procedura non poteva essere sostenuta in questo caso e Berlusconi si è molto arrabbiato, minacciando il ricorso alla piazza".
da il Fatto Quotidiano del 7 marzo
Nell’editoriale di due giorni fa sul Mattino, Bruno Vespa parla della situazione che si era venuta a creare sul decreto salva-liste come esplosiva, simile allo "sparo di Sarajevo" che nel 1914 portò alla Prima guerra mondiale. Il conduttore di Porta a Porta e collaboratore del quotidiano napoletano, spiega il clima di tensione Napolitano-Berlusconi come "una tempesta abbattutasi" tra i due.
"Nelle ore che hanno preceduto e seguito il colloquio di mercoledì con il capo dello Stato", il premier - scrive Vespa - "Berlusconi ha pensato di far saltare il tavolo".
E "l’indisponibilità manifestata da Napolitano a firmare un decreto che salvasse la lista del Pdl nel Lazio e la posizione di Formigoni in Lombardia sarebbe stato lo sparo di Sarajevo. Come l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie il 28 giugno del 1914 fu il pretesto per scatenare la Prima guerra mondiale, così l’eventuale sacrificio dei candidati alla conquista e alla conferma nelle due regioni più importanti d’Italia sarebbe stato l’innesco di una bomba ben più micidiale. E Vespa spiega anche come "Il presidente del Consiglio voleva far approvare la sera stessa un decreto legge sulla falsariga del precedente delle elezioni europee del ‘95: i radicali erano fuori tempo e ricorsero a Scalfaro, Lamberto Dini presidente del Consiglio riaprì i termini per 48 ore e tutto si aggiustò".
Ma "il capo dello Stato ha sostenuto che quella procedura non poteva essere sostenuta in questo caso e Berlusconi si è molto arrabbiato, minacciando il ricorso alla piazza".
da il Fatto Quotidiano del 7 marzo
sabato 6 marzo 2010
Pubblichiamo di seguito la nota inviata dalla Presidenza del Consiglio della Provincia di Brindisi al Sig. Ministro Brunetta e a S.E. Il Sig. Prefetto della provincia di Brindisi
Egr. Sig.
Prof. Renato BRUNETTA
Ministro per la P.A.
R O M A
S.E. IL PREFETTO DELLA
PROVINCIA DI
BRINDISI
Premetto che attualmente rivesto la carica di Presidente del Consiglio della Provincia di Brindisi.
Il Governo della Repubblica, presieduto dall’On. Berlusconi, nel lodevole e condivisibile intento di ottenere una gestione oculata delle risorse finanziarie ha, tra l’altro, emanato due norme l’art.27 L.133/2008 e l’art.32 L.69/2009 che impongono l’utilizzo della posta elettronica nello scambio di dati e di tutte le altre comunicazioni riguardanti lo svolgimento delle varie funzioni.
In ossequio a tale normativa con nota del 25.09.2009, l’Assessore al Bilancio della ns. Provincia, assieme al Dirigente del Servizio finanziario, hanno impartito al Dirigente Affari Istituzionali, dr. Gianfreda, la disposizione ad inviare ai Consiglieri provinciali tutti gli atti tramite e-mail.
Nella seduta del Consiglio Provinciale del 4 marzo, al primo punto dell’O.d.G. recava l’approvazione del verbale della precedente seduta del 27.1.2010.
Prendeva la parola il Consigliere Urso per il gruppo MPA e diceva di non potere approvare il verbale medesimo perché non gli era stato inviato il relativo documento cartaceo. Alla protesta si univa il Capogruppo PDL, dr. Nicola Ciracì. I due inscenavano una incredibile gazzarra contro il dr. Gianfreda e contro lo scrivente, a loro dire, reo di difendere il dirigente contro i consiglieri.
Il sottoscritto, cui Ciraci e Urso, con urla prolungate, ripetutamente impedivano di parlare, alla fine riusciva a dire che ad ognuno dei Consiglieri era stato inviato il verbale del 27 gennaio via e-mail e che non era più possibile l’invio del documento cartaceo.
Peggio Padre. I due si scatenavano ancora di più. La legge c.d. Brunetta per loro non conta e, perciò, pretendono che il Dirigente debba continuare ad inviare tutti i verbali ed ogni altra documentazione.
Insomma, le urla e gli strepiti dei due costringevano lo scrivente a sospendere la seduta, su richiesta del Capogruppo PD. I Capigruppo della maggioranza decidevano, per porre fine alla bagarre, di ritirare l’argomento posto all’OdG, cioè l’approvazione del 27.1.2010 e di chiedere al dr. Gianfreda di continuare ad inviare tutta la documentazione cartacea ai capigruppo consiliari.
Che poi vi sia una legge che vieta ciò, che poi venga frustrata la giusta aspettativa dei cittadini ad evitare quanto più possibile ogni spreco, tutto ciò poco importa. Importa che Ciraci e Urso non gridino in aula.
E’ probabile che, sentiti i colleghi consiglieri, mi decida ad Inviare il verbale e la registrazione della seduta alla Procura della Repubblica, perché il comportamento dei due ha oggettivamente interrotto la seduta consiliare.
Però sul piano politico è inaccettabile che chi cerca di fare rispettare la legge e di impedire un inutile spreco di danaro pubblico diventa agli occhi di costoro un incapace, uno da mettere alla gogna mediatica.
Distinti saluti
Brindisi 05.03.2010
Avv. Nicola Massari
Egr. Sig.
Prof. Renato BRUNETTA
Ministro per la P.A.
R O M A
S.E. IL PREFETTO DELLA
PROVINCIA DI
BRINDISI
Premetto che attualmente rivesto la carica di Presidente del Consiglio della Provincia di Brindisi.
Il Governo della Repubblica, presieduto dall’On. Berlusconi, nel lodevole e condivisibile intento di ottenere una gestione oculata delle risorse finanziarie ha, tra l’altro, emanato due norme l’art.27 L.133/2008 e l’art.32 L.69/2009 che impongono l’utilizzo della posta elettronica nello scambio di dati e di tutte le altre comunicazioni riguardanti lo svolgimento delle varie funzioni.
In ossequio a tale normativa con nota del 25.09.2009, l’Assessore al Bilancio della ns. Provincia, assieme al Dirigente del Servizio finanziario, hanno impartito al Dirigente Affari Istituzionali, dr. Gianfreda, la disposizione ad inviare ai Consiglieri provinciali tutti gli atti tramite e-mail.
Nella seduta del Consiglio Provinciale del 4 marzo, al primo punto dell’O.d.G. recava l’approvazione del verbale della precedente seduta del 27.1.2010.
Prendeva la parola il Consigliere Urso per il gruppo MPA e diceva di non potere approvare il verbale medesimo perché non gli era stato inviato il relativo documento cartaceo. Alla protesta si univa il Capogruppo PDL, dr. Nicola Ciracì. I due inscenavano una incredibile gazzarra contro il dr. Gianfreda e contro lo scrivente, a loro dire, reo di difendere il dirigente contro i consiglieri.
Il sottoscritto, cui Ciraci e Urso, con urla prolungate, ripetutamente impedivano di parlare, alla fine riusciva a dire che ad ognuno dei Consiglieri era stato inviato il verbale del 27 gennaio via e-mail e che non era più possibile l’invio del documento cartaceo.
Peggio Padre. I due si scatenavano ancora di più. La legge c.d. Brunetta per loro non conta e, perciò, pretendono che il Dirigente debba continuare ad inviare tutti i verbali ed ogni altra documentazione.
Insomma, le urla e gli strepiti dei due costringevano lo scrivente a sospendere la seduta, su richiesta del Capogruppo PD. I Capigruppo della maggioranza decidevano, per porre fine alla bagarre, di ritirare l’argomento posto all’OdG, cioè l’approvazione del 27.1.2010 e di chiedere al dr. Gianfreda di continuare ad inviare tutta la documentazione cartacea ai capigruppo consiliari.
Che poi vi sia una legge che vieta ciò, che poi venga frustrata la giusta aspettativa dei cittadini ad evitare quanto più possibile ogni spreco, tutto ciò poco importa. Importa che Ciraci e Urso non gridino in aula.
E’ probabile che, sentiti i colleghi consiglieri, mi decida ad Inviare il verbale e la registrazione della seduta alla Procura della Repubblica, perché il comportamento dei due ha oggettivamente interrotto la seduta consiliare.
Però sul piano politico è inaccettabile che chi cerca di fare rispettare la legge e di impedire un inutile spreco di danaro pubblico diventa agli occhi di costoro un incapace, uno da mettere alla gogna mediatica.
Distinti saluti
Brindisi 05.03.2010
Avv. Nicola Massari
Attacchi gratuiti alla persona del Presidente del Consiglio Provinciale
Che l’IDV fosse guardata in cagnesco dai consiglieri ed assessori della presidenza Ferrarese non era certo un mistero per nessuno. Dopo quello che è accaduto nella seduta consiliare del 4.3. u.s. si ha la conferma che, effettivamente, i “poteri forti” che siedono in Giunta hanno deciso di colpire duro l’unico esponente dell' IDV presente in Consiglio.
Un Presidente del Consiglio che non china il capo e va avanti per la sua strada nel segno dell’imparzialità, della legalità e della buona amministrazione, e che sopratutto vuole “leggere le carte” e non solo approvarle a scatola chiusa, pone non pochi problemi nell’assise provinciale.
Era perciò prevedibile che una tale personalità venisse attaccata.
A rivedere le immagini di quanto accaduto, risulta ben chiaro che si è trattato di un attacco congiunto, certamente studiato a tavolino e concertato con l’invito di una emittente televisiva a riprendere la cosa.
Insomma, si è cercato un effetto devastante per l’immagine dell’uomo e del partito di cui lo stesso è espressione.
Noi non siamo di quelli che gridano allo scandalo.
Altri, in altri partiti, avrebbero detto che è un attacco alla persona dell’Avv. Massari candidato alle Regionali.
Caro Presidente Massari, vai avanti per la tua strada. Continua nel Tuo quotidiano impegno teso alla ricerca della ragione ed il senso delle cose e di opporti ad esse tutte le volte che lo riterrai opportuno, per il bene supremo di questa nostra provincia.
Il mandato Ti è stato conferito dagli elettori e non certo da certi politicanti riciclati che farebbero bene a ritirarsi a vita privata per non nuocere a quella pubblica.
Buon Lavoro Presidente!
Circolo IDV – San Donaci Terra Viva
Un Presidente del Consiglio che non china il capo e va avanti per la sua strada nel segno dell’imparzialità, della legalità e della buona amministrazione, e che sopratutto vuole “leggere le carte” e non solo approvarle a scatola chiusa, pone non pochi problemi nell’assise provinciale.
Era perciò prevedibile che una tale personalità venisse attaccata.
A rivedere le immagini di quanto accaduto, risulta ben chiaro che si è trattato di un attacco congiunto, certamente studiato a tavolino e concertato con l’invito di una emittente televisiva a riprendere la cosa.
Insomma, si è cercato un effetto devastante per l’immagine dell’uomo e del partito di cui lo stesso è espressione.
Noi non siamo di quelli che gridano allo scandalo.
Altri, in altri partiti, avrebbero detto che è un attacco alla persona dell’Avv. Massari candidato alle Regionali.
Caro Presidente Massari, vai avanti per la tua strada. Continua nel Tuo quotidiano impegno teso alla ricerca della ragione ed il senso delle cose e di opporti ad esse tutte le volte che lo riterrai opportuno, per il bene supremo di questa nostra provincia.
Il mandato Ti è stato conferito dagli elettori e non certo da certi politicanti riciclati che farebbero bene a ritirarsi a vita privata per non nuocere a quella pubblica.
Buon Lavoro Presidente!
Circolo IDV – San Donaci Terra Viva
venerdì 5 marzo 2010
Presentazione televisiva dei candidati IDV alla Regione
Si comunica che Sabato 6 Marzo alle ore 20.40 e in replica Lunedì 8 Marzo alle ore 13.15, sulla rete televisiva TRBC ci sarà la presentazione dei candidati IDV Brindisi alla regione Puglia .
Seguiamo l'evento.
Seguiamo l'evento.
DE LUCA MINACCIA TRAVAGLIO

Vincenzo De Luca, il candidato del centrosinistra a governatore della Campania, ha aperto la sua campagna elettorale con le minacce. "Spero di incontrare quello sfessato di Marco Travaglio di notte,al buio”,ha detto strappando l’applauso ai presenti. Quello della faccia feroce è un numero che a "Vicienzo ' o pazzo” – come lo chiamano dalle sue parti – riesce sempre. Lo hanno applaudito quando ha attaccato padre Alex Zanotelli e quando è andato personalmente a caccia di mendicanti.
"Se incontro Travaglio di notte...”. Parole che hanno creato qualche imbarazzo al giornalista che lo intervistava e che ha sottolineato la “scorrettezza” della frase. Ma il sindaco-sceriffo non ha cambiato idea.
“Scorretto è lui perché parla in tv di cose che non conosce”. La rabbia di De Luca nasce dal racconto che Travaglio ha fatto delle due inchieste che lo vedono rinviato a giudizio e prossimamente a processo.
Nessuna replica di Travaglio che ha dato incarico ai suoi avvocati di denunciare De Luca per minacce. Al giornalista ieri sera è arrivata la solidarietà di Di Pietro, che ha giudicato “minacciose” le parole di De Luca nei confronti di “una delle poche voci libere nel mondo dell’informazione”.
invito al convegno Recuperiamo le nostre radici
Domenica 7 marzo con inizio alle 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Provinciale di Brindisi si terrà un convegno sul tema:
“Recuperiamo le nostre radici
S.O.S. centro storico: Brindisi chiama, L’Aquila risponde”
Nel corso dell'incontro sono previsti i seguenti interventi:
l Dott. Fioravante Mancini - Direttore Area Opera e Servizi Comune dell'Aquila
l Dott.ssa Rita Bufalini - Presidente Ass. Culturale “Argo” centro storico Aquila
l Bruno Mitrugno – Direttore Caritas Diocesana Brindisi
l Avv. Ernestina Sicilia - Presidente Lions Brindisi
l Dott.ssa Lyda Musciacco – Presidente Associazione “Nucleo 2000” Brindisi
l Dott.ssa Jacopina Mariolo – Psicologa Associazione culturale “Jonathan” Brindisi
l Dott.ssa Marina Suma – Vice Presidente Associazione “Salviamo il Centro Brindisi
Il convegno sarà moderato dalla dott.ssa Lucia Portolano, capo redattore Telerama Brindisi.
__________ Informazione NOD32 4916 (20100304) __________
Questo messaggio è stato controllato dal Sistema Antivirus NOD32
http://www.nod32.it
“Recuperiamo le nostre radici
S.O.S. centro storico: Brindisi chiama, L’Aquila risponde”
Nel corso dell'incontro sono previsti i seguenti interventi:
l Dott. Fioravante Mancini - Direttore Area Opera e Servizi Comune dell'Aquila
l Dott.ssa Rita Bufalini - Presidente Ass. Culturale “Argo” centro storico Aquila
l Bruno Mitrugno – Direttore Caritas Diocesana Brindisi
l Avv. Ernestina Sicilia - Presidente Lions Brindisi
l Dott.ssa Lyda Musciacco – Presidente Associazione “Nucleo 2000” Brindisi
l Dott.ssa Jacopina Mariolo – Psicologa Associazione culturale “Jonathan” Brindisi
l Dott.ssa Marina Suma – Vice Presidente Associazione “Salviamo il Centro Brindisi
Il convegno sarà moderato dalla dott.ssa Lucia Portolano, capo redattore Telerama Brindisi.
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