mercoledì 16 settembre 2009

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PORTA A PORTA: PAGA VESPA O MASI?


16 Settembre 2009
Porta a Porta: paga Vespa o Masi?

Visto che ormai nelle trasmissioni dove interviene il Presidente del Consiglio si registra una debacle, un netto crollo degli ascolti, ritengo che Silvio Berlusconi debba apparire e danneggiare le sue televisioni, e non quelle del servizio pubblico.
Mentre Vespa raccatta un umile 13,47% di share, Mediaset si frega le mani con gli incassi pubblicitari dei suoi canali che accolgono i fuggiaschi delle reti Rai. E così ci si ritrova nella grottesca situazione di un Presidente del Consiglio che per favorire le sue aziende danneggia la Rai. Insomma, mentre i contribuenti perdono soldi, lui si riempie le tasche. Ma se la Tv di Stato è questa, allora non ha senso pagare alcun canone e, visto che con il calo dello share si danneggia anche l’erario, e visto che Vespa considera ‘Porta a Porta’ un suo programma, allora mi chiedo se non debbano essere lui o Masi a colmare questo buco nelle casse pubbliche. Il loro comportamento si profila come un utilizzo di mezzi e soldi pubblici per favorire gli interessi di un singolo individuo.
Ringrazio i cittadini italiani per aver seguito lo spot propagandistico “Io boicotto Porta a Porta”, grazie a loro è stato registrato un crollo dello share della trasmissione. Bruno Vespa è stato il boia della Rai di questo martedì, quando il governo Berlusconi sarà solo un ricordo, certamente, anche il signor Vespa finirà nel dimenticatoio. E colgo l’occasione per ribadirgli che non esistono proprietari di programmi pubblici e che io sarò a ‘Porta a Porta’ per ricordarglielo e per esigere la risposta che i cittadini aspettano alla seguente domanda: “Come mai Berlusconi per farsi intervistare sceglie lei invece che i suoi colleghi?”.
La trasmissione di ieri è stata “da copione”, una sequela di autocompiacimenti da voltastomaco, un soliloquio di un uomo isolato, arrogante e debole. Silvio Berlusconi, quello che ha corrotto Mills nel più colossale processo di evasione fiscale ai danni dei contribuenti, si permette di dare dell’evasore al direttore di Repubblica, dimostrando di essere un mentitore senza ritegno e approfittando dell’ignoranza di molti cittadini, zoccolo del suo elettorato, che non ne conoscono la biografia.
Nei prossimi mesi effettuerò una capillare campagna di volantinaggio, in ogni angolo del Paese, per diffondere la biografia di Silvio Berlusconi che è on line sul sito di Wikipedia. Perchè chi naviga in internet sa perfino il numero di tessera P2 di quest’uomo, ma molti cittadini, per età o per impedimenti tecnici, ancora non hanno mai letto cosa è stato capace di fare questo impresentabile Presidente del Consiglio.
Il primo dei tre obiettivi rilanciati ieri, cioè quello di boicottare ‘Porta a Porta’, è stato raggiunto, grazie a tutti voi. Il raggiungimento degli altri, che sono riportati di seguito, dipende dai partiti cosiddetti di opposizione e dal Presidente della Repubblica, dal quale attendiamo un segnale.


Postato da Antonio Di Pietro in

martedì 15 settembre 2009

VIA DALLA RAI


15 Settembre 2009
Via dalla Rai


Aderisco all'iniziativa lanciata ormai da piu' parti per disdire il canone Rai ed invito i cittadini a fare altrettanto, e aggiungo "sostituendolo con Sky". Non mi esprimo su Mediaset perche', al di fuori delle proiezioni cinematografiche, ai suoi programmi preferirei perfino le televendite.
La Rai è caduta in un profondo stato vegetativo, le ingerenze politiche sono da voltastomaco, e ritengo possano esserci gli estremi per azioni legali nei confronti del direttivo e del governo come artefici di questo degrado, verifica che ho fatto predisporre ai miei legali.
Quello a cui stiamo assistendo è una vergognosa gestione di un patrimonio pubblico che dissolve conti economici, share, patrimoni culturali delle tre reti oltre a danneggiare la popolazione lasciandola al buio dell’informazione.
La dirigenza Rai, costola di governo, da una parte boicotta le trasmissioni di punta ad altissimo indice di gradimento come Report della Gabanelli (video), Annozero di Santoro (video) e Ballarò di Floris (video), dall’altra elabora strategie fallimentari come TivuSat e promuove l’informazione faziosa di soggetti come Minzolini o Vespa, che stanno al giornalismo come la sedia elettrica alla vita umana.
Viviamo ormai in un Paese privo delle più elementari libertà democratiche, dove l’arroganza di un manipolo saldamente ancorato alle istituzioni, e protetto per assurdo proprio dalle stesse, sta divorando lo Stato dall’interno attaccandone gli organi vitali come un cancro invisibile ma mortale. I membri di questo governo, quando toglieranno il disturbo, e presto, non si dissolveranno nella melassa del Parlamento, come le passate legislature, ma dovranno rispondere dei danni causati alla res pubblica affinché siano allontanati per non nuocere più al Paese.
Il 18, 19 e 20 settembre l’Italia dei Valori presenterà a Vasto l’alternativa di governo (consulta l'agenda). L’alternativa a questo indecente esecutivo, che sarà il punto di partenza per ricostruire la narcotizzata coscienza dei cittadini, l’economia e lo Stato stesso, quel che ne rimarrà dopo la XVI legislatura.

<http://www.beppegrillo.it/iniziative/cancelliamoilcanone/index.html?s=user"


Postato da Antonio Di Pietro in

INFORMAZIONE INDIPENDENTE: UN MIRAGGIO


14 Settembre 2009
Informazione indipendente: un miraggio


Sabato 19 settembre sarò a Roma per la manifestazione “no all’informazione al guinzaglio” della FNSI, uno slogan che condivido e che purtroppo è ancora lontano per l’Italia.
Dalle elezioni europee c’è stato un accordo non scritto, un’intesa a tinte massoniche, che ha riunito gli organi dell’informazione tradizionale in una colossale censura nei confronti dell’Italia dei Valori, fregandosene dell’opinione di quasi un decimo della popolazione. Questo è un fatto incontrovertibile, che non ha bisogno di numeri perchè è palese.
Partiti ben sotto la nostra soglia di consenso hanno ricevuto inspiegabili spazi di propaganda per rilanciare un ‘terzo polo’ inesistente ed inconsistente pur di offuscare l’unica alternativa di governo a questa arrogante maggioranza: quella dell’Italia dei Valori. Gli organi di vigilanza per l’informazione non hanno più alcuna rilevanza e sono completamente sottomessi ai controllati, siano essi di maggioranza o di un certo tipo di opposizione.
Quando Berlusconi attacca la stampa e RaiTre in realtà non sta attaccando la loro libertà di espressione ma il fatto che questi prendano istruzioni dai suoi avversari politici esattamente come li prende da lui il resto della galassia mediatica italiana.
La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono ancora un miraggio per questo Paese. Ai processi Dell’Utri e Bassolino, i nostri inviati, lì presenti tutti i giorni, non hanno mai incrociato un giornalista delle testate che vivono di finanziamenti pubblici.
Eppure il più grande conflitto d’interessi del Paese che ha foraggiato l’ascesa di Forza Italia sarebbe scomparso da tempo se si fosse fatto pagare un prezzo congruo alle concessioni radiotelevisive in mano alla famiglia Berlusconi. Eppure nessun giornale ne parla e nessun governo di centrosinistra ha mai affrontato il conflitto d’interessi, anzi, lo hanno favorito fissando il valore delle concessioni Mediaset alla ridicola cifra dell’1% del fatturato (di RTI, nemmeno di Publitalia!).
Le 10 domande de ‘La Repubblica’ sono domande politiche senza sufficiente efficacia informativa, sono un buffetto sulla guancia per un uomo così infinitamente debole e ricattabile.
Rispolverare le 10 domande della Padania del 1998, di cui la stessa Lega ha perso vergognosamente memoria, sarebbe stato di gran lunga più illuminante per l’opinione pubblica su chi veramente sia il Presidente del Consiglio.
Il 19 sarò a Roma, in Piazza del Popolo, alla manifestazione della FNSI per ribadire la volontà dell’Italia dei Valori di ricercare, senza compromessi, un’informazione libera ed indipendente da tutti i partiti, non solo da quelli di Silvio Berlusconi.
Nell’alternativa reale di governo in 10 punti, quella censurata, quella che fa paura alla Casta, al punto 5 c’è la riforma dell’informazione: proposta che ci permetterebbe di risalire nella vergognosa classifica del rapporto mondiale sulla libertà di stampa che ci vede nel 2009 al 44° posto nel mondo.
Di seguito le nostre proposte per spezzare le catene dell'informazione:
Liberalizzare il mercato televisivo dando attuazione alle direttive europee e alle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia europea (vicenda Europa7-Rete4), con l’eliminazione del duopolio Rai-Mediaset
Fissare il limite del 10-15% del mercato totale per i proprietari di reti televisive e stampa cartacea
Rivedere i criteri di assegnazione dei finanziamenti pubblici all'editoria e loro effettivo controllo
Assegnare il controllo sulla Rai ad un ente totalmente e realmente indipendente dai condizionamenti e dalle scelte della politica

Postato da Antonio Di Pietro in

lunedì 14 settembre 2009

UN PELO DOPO L'ALTRO


14 Sett. 2009
Un pelo dopo l’altro

di Vittorio Zucconi

La decisione di dare spazio alle Opere del Regime con casette al felice terremotato attraverso il programma della 2P condotto dall’untuoso sacrestano del berlusconismo, non e’ altro che uno dei tanti, piccoli, logici sviluppi della metastasi che sta invadendo l’organismo dell’informazione italiana, attraverso reti televisive di proprieta’ o in subaffitto e a stampa periodica che manifesta la propria splendida indipendenza attaccando sempre e soltanto i nemici dell’ Uomo Solo al potere. Spostare una trasmissione per fare spazio a un’altra si pure di sfacciata e gommosa propaganda in stile “il Duce bonifica le paludi”, e voi seccatori “lasciatelo lavorare” non e’ la fine del mondo, e’ un segno di quello che i professori di filosofia al liceo ci spiegavano come “il sofisma della coda di cavallo”. Se levate un pelo dalla coda del cavallo e’ ancora una coda? Certo che si’. Non e’ un crine che fa la coda, non e’ un capello di meno che fa la calvizie. E se ne strappate un altro? Sempre una coda e’, visto che un pelo non puo’ fare la differenza. E cosi’, in base a questa logica, pelo dopo pelo, della coda, nel nostro caso della liberta’ di informazione che deve essere critica o libera non e’, non resta piu’ nulla. I fessi, i disonesti o i farabuttelli di corte che magari mandano a noi adesioni e firme con astuti pseudonimi come “Topo Gigio” per esorcizzare la paura che il cavallo si accorga che gli stanno strappando la coda un crine alla volta, vogliono nascondere questo classico sofisma. Ma non si diventa vecchi in un giorno, lo si diventa un minuto alla volta, e un minuto non e’ nulla, in fondo ce ne sono ancora tanti. Non ci si ammala e di muore perche’ milioni di cellule degenerano tutte insieme, ma una per volta, fino a quando le cellule malate sono troppe perche’ l’organismo possa sopravvivere. Il sistema disinformativo, incernierato sul TG del Minzculpop non racconta ancora, tranne nei casi piu’ sfacciati, menzogne. Si limita a tacere tutto cio’ che puo’ incrinare il mito del duce, e a sottolineare tutto cio’ che puo’ creare difficolta’ a chi a Lui si oppone. Mentre coloro che si credono superiori, moderati, “al di sopra della mischia”, troppo schizzinosi o snob o furbetti per gridare all’agonia della liberta’ in Italia, spaccano il pelo del cavallo in quattro per non dire quello che pure sanno. Di avere le fette di salame sugli occhi e la coda di paglia, al posto di quella di cavallo.

dal sito di "Repubblica"

Perche' il nucleare non e' la soluzione

13 Settembre 2009



Autore Giuseppe Vatinno Giuseppe Vatinno

Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.

Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica. Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino. Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.

Cosa succederà in futuro? Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai? Questi gli interrogativi che attendono risposte.

Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non ci piace.
Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4.
Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale. Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso.

Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.
Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che il costo unitario di Kwh prodotto non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare.

Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli usa del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.

Quarto punto le emissioni evitate di CO2, cioè di anidride carbonica, il gas serra responsabile principale dei Cambiamenti climatici, non sono conteggiabili per il Protocollo di Kyoto.

Il quinto punto è che le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .

Il sesto punto, ma certo non meno importante degli altri, è che, guidato dagli Usa, il mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, biomasse, piccolo idro, energia mareale.

Il settimo punto è che il nucleare civile fa, spesso, da traino al nucleare militare e non vorremo che Berlusconi, saputolo, volesse una bella bomba con il suo faccione.

L’ottavo punto, ma forse anche più importante, è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa.

Insomma, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorra una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla.


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Grazie Eraldo concordo in pieno.

domenica 13 settembre 2009

LA QUESTIONE MORALE DEVE RIGUARDARE TUTTI

13/09/2009 - 12.34
INDAGINE BARI: DE MAGISTRIS (IDV), LA QUESTIONE MORALE DEVE RIGUARDARE TUTTI


(IRIS) - ROMA, 13 SET - “Sia che il leader del Pd sarà Bersani, sia che sarà Franceschini o Marino o DAlema i rapporti fra partito democratico e Tarantini devono essere chiariti. La questione morale riguarda il centro sinistra. No si possono avere certe frequentazioni a cuor leggero.” Lo ha dichiarato Luigi de Magistris commentando gli incontri fra Giampiero Tarantini e Massimo D’Alema nel corso dell’intervista a rilasciata Klaus Davi conduttore di KlausCondicio su You Tube. “La Puglia è un esempio eclatante come questa questione sia centrale. La vicenda di Tarantini come purtroppo anche in questo settore (presunte tangenti, smistamento di prostitute ecc) ci sia una tragica e deprimente trasversalità . Al centro sinistra serve una stagione di forte discontinuità.” Ha dichiarato. “Purtroppo c’è un berlusconismo di sinistra e in Puglia se ne vedono gli effetti. Un virus che degrada la dignità umana ha colpito anche il centro sinistra.” E interrogato da Klaus Davi su Vendola “Ha fatto errori politici clamorosi e la questione morale investe anche lui. E’ inquietante che un Presidente della giunta regionale non si accorga cosa fanno i suoi collaboratori. Inquietante dal punto di vista morale e imperdonabile dal punto di vista politico.”

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