Sui giornali internazionali impazzano gli articoli sul premier e le sue feste"Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo è che lui resti ancora al potere"
La stampa estera e le "donne del Cavaliere"e il Times di Londra titola: "Roma brucia"
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - "Roma brucia". Il titolo dell'editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l'allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui. "Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere", afferma il commento della direzione del quotidiano londinese. Ci sono varie spiegazioni di questo, continua l'editoriale, "la più pertinente sembra essere la mancanza di un'alternativa credibile in un'opposizione divisa dopo la caduta del governo Prodi e tra gli stessi alleati del premier nel centro-destra". Ma anche se per il momento Berlusconi sopravvive, il presidente della Camera Gianfranco Fini, dopo il dissidio di questi giorni con il leader del Pdl, "sta sicuramente pensando al lungo termine" e "rappresenta il meglio della destra, valori familiari e conservatorismo tradizionale". Tre cose rendono Berlusconi "vulnerabile", scrive il Times. La prima è "il danno che egli ha causato all'immagine dell'Italia all'estero". La seconda è "la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene, nascondono una rabbia cocente per l'incapacità del suo mondo virtuale di proteggerlo". La terza è un "non detto timore di ricatti". Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto, osserva l'editoriale, sembrano essere straniere. "Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda? Non è una preoccupazione solo per Roma. L'Italia è un importante partner occidentale nella Nato, dai Balcani all'Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti gli amici del suo Paese".
Oltre all'editoriale, il Times dedica un'altra pagina intera al caso Berlusconi, con due articoli, nei quali osserva che le rivelazioni sulle deposizioni di Gianpaolo Tarantini a proposito delle "30 donne fornite a Berlusconi per i suoi party aumentano la pressione sul premier", la cui bonomia e i cui sorrisi "appaiono sempre meno convincenti, perché i problemi si accumulano, distraendolo in un momento in cui l'Italia ha bisogno di una mano ferma" che guidi l'economia. Il capo del governo, conclude il quotidiano di Londra condividendo l'opinione di un commentatore italiano, dà l'impressione di essere "un uomo arrabbiato, sconfitto e depresso, che litiga con tutti". Titoli e servizi analoghi sugli altri principali quotidiani britannici. "Altre cinque donne pagate da Berlusconi", titola il Daily Telegraph, notando che gli ultimi sviluppo "aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati" a causa dei suoi conflitti con i media, la Chiesa, gli alleati interni. Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da Berlusconi siano straniere potrebbe avere "compromesso la sicurezza nazionale, come afferma l'opposizione". E il Daily Mail titola su "Silvio e la sua galleria di ragazze da party", pubblicando una serie di foto delle donne coinvolte nello scandalo. Le nuove rivelazioni figurano nei titoli di tutta la stampa europea e internazionale. "Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere", titola il Figaro in Francia, dove Le Monde parla di una "strategia della tensione" lanciata da Berlusconi contro i suoi avversari, che però "potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi". In Spagna, il Mundo titola: "Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi". La Voz de Galicia scrive che Tarantini ha organizzato "fiesta con 30 chicas" per Berlusconi. El Pais titola: "Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute", ricordando, in un altro servizio, che proprio in questo momento di crisi personale e di scandali il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale "ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente", ma l'incontro era stabilito da tempo. In Irlanda, un altro paese fortemente cattolico che segue con grande attenzione l'evolversi della Berlusconi story, l'Irish Times la definisce "una soap opera" in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena e l'Irish Independent titola sulle "esplosive rivelazioni" riguardo a "trenta call girls" che "andavano ai party di Berlusconi". E continuano a fare il giro del mondo, la vicenda arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla "string of hookers", la collana di prostitute, del premier; e in Argentina, dove il Clarin titola senza mezzi termini: 30 prostitute a 18 feste per "el capo".
(dal quotidiano "La Repubblica" del 10 settembre 2009)
giovedì 10 settembre 2009
L'ALTERNATIVA DI GOVERNO IN 10 PUNTI
9 Settembre 2009
L'alternativa di governo in 10 punti
L’Italia dei Valori, nel 2006, avviò una proposta di programma che venne commentata on line per diversi mesi e che raccolse migliaia di contributi da parte dei cittadini.
Quel programma e quei contributi confluiscono oggi in un documento di 10 punti che rappresentano i nostri obiettivi politici in ciascuna delle aree.
Una proposta di programma dalla parte dei cittadini in continuo divenire a causa delle nuove leggi, degli eventi internazionali e del cambiamento delle esigenze del Paese.
I 10 punti hanno l’obiettivo di offrire ai cittadini un’idea chiara su diverse tematiche per il buon governo del Paese, argomenti su cui Italia dei Valori si impegnerà come alternativa di governo con professionisti provenienti dalla società civile.
Ad oggi nessun partito promuove un programma poiché navigano a vista in relazione a tornaconti personali e locali, producendo a giorni alterni una politica schizofrenica che afferma tutto ed il contrario di tutto.
Vi chiedo di contribuire con i vostri commenti e le vostre idee alla definizione del programma, di diffonderlo il più possibile nei vostri blog, in Facebook, in Twitter, e presso amici e conoscenti.
Italia dei Valori non è più un partito d'opposizione ma un'alternativa di governo a questa maggioranza scellerata, dissoluta, oramai al capolinea.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
L'alternativa di governo in 10 punti
L’Italia dei Valori, nel 2006, avviò una proposta di programma che venne commentata on line per diversi mesi e che raccolse migliaia di contributi da parte dei cittadini.
Quel programma e quei contributi confluiscono oggi in un documento di 10 punti che rappresentano i nostri obiettivi politici in ciascuna delle aree.
Una proposta di programma dalla parte dei cittadini in continuo divenire a causa delle nuove leggi, degli eventi internazionali e del cambiamento delle esigenze del Paese.
I 10 punti hanno l’obiettivo di offrire ai cittadini un’idea chiara su diverse tematiche per il buon governo del Paese, argomenti su cui Italia dei Valori si impegnerà come alternativa di governo con professionisti provenienti dalla società civile.
Ad oggi nessun partito promuove un programma poiché navigano a vista in relazione a tornaconti personali e locali, producendo a giorni alterni una politica schizofrenica che afferma tutto ed il contrario di tutto.
Vi chiedo di contribuire con i vostri commenti e le vostre idee alla definizione del programma, di diffonderlo il più possibile nei vostri blog, in Facebook, in Twitter, e presso amici e conoscenti.
Italia dei Valori non è più un partito d'opposizione ma un'alternativa di governo a questa maggioranza scellerata, dissoluta, oramai al capolinea.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
mercoledì 9 settembre 2009
BERLUSCONI DELEGITTIMA CHI COMBATTE LA MAFIA
Anm: "Il premier delegittima chi combatte la mafia"
ROMA - Il premier non può delegittimare chi combatte la mafia. L'Associazione nazionale magistrati Anm esprime "indignazione" per le dichiarazioni "inaccettabili" del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sulle procure di Milano e Palermo. "La lotta alla mafia non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa". Intervenendo ieri all'inaugurazione della Fiera tessile milanese, Berlusconi aveva detto: "So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del'94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura". "Ci attaccano come tori inferociti", insiste il Cavaliere, facendo comunque capire di avere le spalle larghe, ma "qui c'è un torero che non ha paura di nessuno. Noi lavoriamo per il bene del Paese". Dura la replica dell'Anm che ritene "del tutto inaccettabile" paragonare ad uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose dei primi anni '90. "La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo - prosegue il documento dell'associazione dei magistrati - richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa".
(dal quotidiano La Repubblica del 9 settembre 2009)
ROMA - Il premier non può delegittimare chi combatte la mafia. L'Associazione nazionale magistrati Anm esprime "indignazione" per le dichiarazioni "inaccettabili" del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sulle procure di Milano e Palermo. "La lotta alla mafia non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea nell'azione di contrasto alla criminalità mafiosa". Intervenendo ieri all'inaugurazione della Fiera tessile milanese, Berlusconi aveva detto: "So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del'94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura". "Ci attaccano come tori inferociti", insiste il Cavaliere, facendo comunque capire di avere le spalle larghe, ma "qui c'è un torero che non ha paura di nessuno. Noi lavoriamo per il bene del Paese". Dura la replica dell'Anm che ritene "del tutto inaccettabile" paragonare ad uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose dei primi anni '90. "La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo - prosegue il documento dell'associazione dei magistrati - richiede un impegno corale di tutte le istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell'ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa".
(dal quotidiano La Repubblica del 9 settembre 2009)
MANIFESTIAMO ANCHE PER "REPORT"
19 settembre, manifestiamo anche per Report
L'iniziativa per la libertà d'informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, "si Svolgerà sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 16". Lo comunica la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, rivolgendo "un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa".La manifestazione si propone, "in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell'articolo 21 della Costituzione“ spiega la Fnsi ”e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio". Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: segreteria.fnsi@fnsi.it; infofnsi@tin.itNon possiamo che rispondere si all’appello lanciato dalla FNSI, anzi ci permettiamo di invitare tutte e tutti a spedire la loro adesione al sito della FNSI o al sito di Articolo21 o a questo blog. Se non bastassero i milioni di buoni motivi già sotto gli occhi di tutti basterà sapere che, persino in queste ore la Rai di Berlusconi è all’opera per colpire quello che resta di Rai3 a cominciare dalla trasmissione della Gabanelli: “Report”. Qualche giorno fa il settimanale l’Espresso ci aveva fatto sapere che l’ufficio legale della Rai sarebbe stato all’opera per ridurre l’assistenza aziendale alla trasmissione in corso di denunce o di querele. In altre parole si sta tentando una azione di mobbing per costringere la trasmissione a non rompere troppo le scatole. Per giorni e giorni la direzione generale della Rai non ha replicato alcunché, fino a quando incalzata dalle proteste ha dovuto partorire il seguente balbettante comunicato: RAI: DG, NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT(ANSA) - ROMA, 7 SET - DA AMBIENTI DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA RAI SI FA NOTARE CHE "NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT: TRATTIAMO REPORT COME TUTTE LE ALTRE TRASMISSIONI". LA PRECISAZIONE DEL VERTICE DI VIALE MAZZINI ARRIVA DOPO LE INDISCREZIONI SULLA MANCATA COPERTURA LEGALE DA PARTE DELL'AZIENDA PER I GIORNALISTI DEL PROGRAMMA DI MILENA GABANELLI NELLE POSSIBILI CAUSE INTENTATE DAI PROTAGONISTI DELLE INCHIESTE DELLA TRASMISSIONE. SULLA VICENDA I SENATORI RADICALI MARCO PERDUCA E DONATELLA PORETTI HANNO ANNUNCIATO UN'INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELL'ECONOMIA TREMONTI E IL PORTAVOCE DI ARTICOLO 21, GIUSEPPE GIULIETTI, HA CHIESTO CHE L'INDISCREZIONE VENISSE SMENTITA. Tutto a posto , dunque? Neanche per sogno. L’imbroglio è evidente. Report, infatti non è una trasmissione come le altre. Quando un giornalista non fa le domande o fa finte inchieste non corre alcun rischio di essere denunciato, anzi, spesso viene premiato con una promozione. Le inchieste di Report, come quelle di Anno Zero o come quelle realizzate da Riccardo Iacona, per fare solo qualche esempio, hanno una tipologia diversa, si fondano proprio sulla capacità di illuminare le tante oscurità della vita nazionale. Proprio per questo milioni di spettatrici e milioni di spettatori scelgono questi programmi. La sola ipotesi che si voglia modificare “la rete di protezione aziendale e legale” è un chiaro atto di ostilità nei confronti di queste trasmissioni (e si potrebbero aggiungere i programmi di Lucarelli, la nuova edizione di Chi l’ha visto, lo storico appuntamento con Blob...) e dell’attuale direzione di Rai3. Ma quali rassicurazioni? Da mesi e mesi Berlusconi e i suoi fedelissimi hanno preannunciato la loro intenzione di mettere il cappuccio anche a Rai3, anche al Tg3 , anche a Rainews24 e di sbattere fuori dal video tutti gli autori e tutte le trasmissioni a loro sgradite. Se prima vi erano solo un milione di ragioni per andare in piazza il 19 settembre adesso ne abbiamo un milione e una.
Giuseppe Giulietti
(da MicroMega-8 settembre 2009)
L'iniziativa per la libertà d'informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, "si Svolgerà sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo, a partire dalle ore 16". Lo comunica la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, rivolgendo "un appello a tutte le forze sociali, sindacali, associative e a tutte le cittadine e i cittadini, affinché senza distinzione di parte o di schieramento, vogliano raccogliere questo invito e partecipare a questa grande iniziativa".La manifestazione si propone, "in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell'articolo 21 della Costituzione“ spiega la Fnsi ”e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio". Le adesioni dovranno essere comunicate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: segreteria.fnsi@fnsi.it; infofnsi@tin.itNon possiamo che rispondere si all’appello lanciato dalla FNSI, anzi ci permettiamo di invitare tutte e tutti a spedire la loro adesione al sito della FNSI o al sito di Articolo21 o a questo blog. Se non bastassero i milioni di buoni motivi già sotto gli occhi di tutti basterà sapere che, persino in queste ore la Rai di Berlusconi è all’opera per colpire quello che resta di Rai3 a cominciare dalla trasmissione della Gabanelli: “Report”. Qualche giorno fa il settimanale l’Espresso ci aveva fatto sapere che l’ufficio legale della Rai sarebbe stato all’opera per ridurre l’assistenza aziendale alla trasmissione in corso di denunce o di querele. In altre parole si sta tentando una azione di mobbing per costringere la trasmissione a non rompere troppo le scatole. Per giorni e giorni la direzione generale della Rai non ha replicato alcunché, fino a quando incalzata dalle proteste ha dovuto partorire il seguente balbettante comunicato: RAI: DG, NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT(ANSA) - ROMA, 7 SET - DA AMBIENTI DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA RAI SI FA NOTARE CHE "NON ESISTE ALCUNA QUESTIONE REPORT: TRATTIAMO REPORT COME TUTTE LE ALTRE TRASMISSIONI". LA PRECISAZIONE DEL VERTICE DI VIALE MAZZINI ARRIVA DOPO LE INDISCREZIONI SULLA MANCATA COPERTURA LEGALE DA PARTE DELL'AZIENDA PER I GIORNALISTI DEL PROGRAMMA DI MILENA GABANELLI NELLE POSSIBILI CAUSE INTENTATE DAI PROTAGONISTI DELLE INCHIESTE DELLA TRASMISSIONE. SULLA VICENDA I SENATORI RADICALI MARCO PERDUCA E DONATELLA PORETTI HANNO ANNUNCIATO UN'INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELL'ECONOMIA TREMONTI E IL PORTAVOCE DI ARTICOLO 21, GIUSEPPE GIULIETTI, HA CHIESTO CHE L'INDISCREZIONE VENISSE SMENTITA. Tutto a posto , dunque? Neanche per sogno. L’imbroglio è evidente. Report, infatti non è una trasmissione come le altre. Quando un giornalista non fa le domande o fa finte inchieste non corre alcun rischio di essere denunciato, anzi, spesso viene premiato con una promozione. Le inchieste di Report, come quelle di Anno Zero o come quelle realizzate da Riccardo Iacona, per fare solo qualche esempio, hanno una tipologia diversa, si fondano proprio sulla capacità di illuminare le tante oscurità della vita nazionale. Proprio per questo milioni di spettatrici e milioni di spettatori scelgono questi programmi. La sola ipotesi che si voglia modificare “la rete di protezione aziendale e legale” è un chiaro atto di ostilità nei confronti di queste trasmissioni (e si potrebbero aggiungere i programmi di Lucarelli, la nuova edizione di Chi l’ha visto, lo storico appuntamento con Blob...) e dell’attuale direzione di Rai3. Ma quali rassicurazioni? Da mesi e mesi Berlusconi e i suoi fedelissimi hanno preannunciato la loro intenzione di mettere il cappuccio anche a Rai3, anche al Tg3 , anche a Rainews24 e di sbattere fuori dal video tutti gli autori e tutte le trasmissioni a loro sgradite. Se prima vi erano solo un milione di ragioni per andare in piazza il 19 settembre adesso ne abbiamo un milione e una.
Giuseppe Giulietti
(da MicroMega-8 settembre 2009)
martedì 8 settembre 2009
L'8 settembre di Annozero
8 settembre 2009
Ecco la lettera che Michele Santoro oggi ha inviato al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai copnsiglieri di amministrazione, a proposito della nuova edizione di Annozero, che dovrebbe debuttare giovedì 24 settembre.
Gentili Direttori,
a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero.
Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive.
./.Segue: lettera
Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto, la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato.Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai ( credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro.Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite.Vi comunico quindi che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente.
Roma, 8 settembre 2009
Michele Santoro
Ecco la lettera che Michele Santoro oggi ha inviato al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai copnsiglieri di amministrazione, a proposito della nuova edizione di Annozero, che dovrebbe debuttare giovedì 24 settembre.
Gentili Direttori,
a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero.
Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive.
./.Segue: lettera
Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto, la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato.Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai ( credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro.Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite.Vi comunico quindi che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente.
Roma, 8 settembre 2009
Michele Santoro
lunedì 7 settembre 2009

«Ci stiamo giocando il sistema produttivo ed economico». Queste sono le parole del Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parole condivisibili che andrebbero pronunciate durante un Consiglio dei Ministri quando si propongono specchi per allodole come le gabbie salariali o la compartecipazione degli utili. La proposta di compartecipazione ai risultati dell’azienda da parte dei lavoratori, ritengo sia giunta da persone che non hanno lavorato un sol giorno della loro vita. Infatti, chi ha le leve per ottenere i risultati aziendali ha già una parte della propria retribuzione, il variabile, legata alle performance. Inoltre ritengo che l’imprenditorialità sia un elemento che non si può monetizzare su dipendenti ed operai che partecipano alla realizzazione di un risultato la cui paternità ed il cui rischio rimane sulle spalle dell’imprenditore.
Per far ripartire il sistema economico ritengo che, da una parte occorrano paracadute d’emergenza sociale ed imprenditoriale, e dall’altra investimenti strategici, di cui questo governo dovrebbe farsi promotore, e che non contemplano il ponte sullo Stretto di Messina o autostrade nel deserto libico.Per paracadute sociali intendo, ad esempio, il blocco dei licenziamenti e l’utilizzo dei contratti di solidarietà, il raddoppio della cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane, l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti coloro che ne sono privi. Per le aziende sarebbero invece una vera e concreta boccata d’ossigeno la diminuzione del carico fiscale di qualche punto percentuale, l’eliminazione dell’anticipo imposte, il versamento dell’Iva a 60 gg data fattura, questi ed altri ancora, sono i provvedimenti che l’Italia dei Valori intende lanciare nella sua proposta di alternativa di governo che presenterà a Vasto il 18, 19 e 20 settembre prossimi.
“Non siamo alla catastrofe. Ad oggi i posti di lavoro persi sono pochi, 200-300mila. Può darsi che nei prossimi mesi ci sia la perdita di altri posti, ma niente panico» su questa affermazione della signora Marcegaglia, invece, non sono affatto d’accordo: 300 mila posti di lavoro persi significano più di mezzo milione di persone raggruppate in nuclei familiari senza un reddito, circa un decimo della popolazione. I disoccupati attuali e quelli che verranno, non si conforteranno con un “no panic” mentre vedono l’aereo su cui son seduti schiantarsi al suolo. La situazione è grave, dobbiamo prenderne atto, senza minimizzare, per affrontarla seriamente, perchè ciò che crea preoccupazione nei lavoratori e il disagio sociale è la mancanza di risposte tangibili del governo alla crisi.L’esecutivo, nel contesto critico della crisi, si sta occupando a tempo pieno di contenere la deriva psicologica del proprio leader in una situazione in cui gli operai, per farsi ascoltare, sono costretti a gesta eclatanti che prima o poi sfoceranno in tragedia.
In un Paese civile una crisi economica profonda si risolve convocando le parti sociali e concentrando le istituzioni nella ricerca di una exit strategy, che non contemplerebbe, ovviamente, solo gli affari di famiglia del proprio Presidente del Consiglio...
Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro
Per far ripartire il sistema economico ritengo che, da una parte occorrano paracadute d’emergenza sociale ed imprenditoriale, e dall’altra investimenti strategici, di cui questo governo dovrebbe farsi promotore, e che non contemplano il ponte sullo Stretto di Messina o autostrade nel deserto libico.Per paracadute sociali intendo, ad esempio, il blocco dei licenziamenti e l’utilizzo dei contratti di solidarietà, il raddoppio della cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane, l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti coloro che ne sono privi. Per le aziende sarebbero invece una vera e concreta boccata d’ossigeno la diminuzione del carico fiscale di qualche punto percentuale, l’eliminazione dell’anticipo imposte, il versamento dell’Iva a 60 gg data fattura, questi ed altri ancora, sono i provvedimenti che l’Italia dei Valori intende lanciare nella sua proposta di alternativa di governo che presenterà a Vasto il 18, 19 e 20 settembre prossimi.
“Non siamo alla catastrofe. Ad oggi i posti di lavoro persi sono pochi, 200-300mila. Può darsi che nei prossimi mesi ci sia la perdita di altri posti, ma niente panico» su questa affermazione della signora Marcegaglia, invece, non sono affatto d’accordo: 300 mila posti di lavoro persi significano più di mezzo milione di persone raggruppate in nuclei familiari senza un reddito, circa un decimo della popolazione. I disoccupati attuali e quelli che verranno, non si conforteranno con un “no panic” mentre vedono l’aereo su cui son seduti schiantarsi al suolo. La situazione è grave, dobbiamo prenderne atto, senza minimizzare, per affrontarla seriamente, perchè ciò che crea preoccupazione nei lavoratori e il disagio sociale è la mancanza di risposte tangibili del governo alla crisi.L’esecutivo, nel contesto critico della crisi, si sta occupando a tempo pieno di contenere la deriva psicologica del proprio leader in una situazione in cui gli operai, per farsi ascoltare, sono costretti a gesta eclatanti che prima o poi sfoceranno in tragedia.
In un Paese civile una crisi economica profonda si risolve convocando le parti sociali e concentrando le istituzioni nella ricerca di una exit strategy, che non contemplerebbe, ovviamente, solo gli affari di famiglia del proprio Presidente del Consiglio...
Postato da Antonio Di Pietro in Lavoro
sabato 5 settembre 2009
DELIRIO
De Magistris: il delirio europeo di Berlusconi
Luigi De Magistris è il deputato eletto con il maggior numero di preferenze al Parlamento europeo con circa mezzo milione di voti. Più di qualunque rappresentante di ogni altro Stato europeo. E' un uomo che viene dalla Rete. Ha tutti i titoli per parlare di Europa, più di chiunque altro, si chiami Frattini o Gasparri.Lo psiconano sta attuando una vecchia strategia dei dittatori. Per giustificare i suoi fallimenti trova sempre nuovi nemici esterni. Dopo i comunisti, gli extracomunitari, l'informazione mondiale e la Chiesa, oggi è il turno dell'Unione Europea che vorrebbe paralizzare se non si mette il bavaglio.Intervista a Luigi de Magistris:blog: Luigi de Magistris: Berlusconi dopo aver attaccato la stampa attacca anche l’Unione Europea con proclami pazzeschi.L.d.M.: Ultimamente siamo al delirio del Presidente del Consiglio. Non sa più con chi prendersela, dopo essersela presa coi giudici, coi magistrati, con la libera stampa, adesso il fallimento del governo viene oscurato con attacchi all’Unione Europea. C’è stata una escalation che è cominciata con l’immigrazione, cioè il fallimento totale della legge Bossi-Fini, le immigrazioni sono aumentate, sono stati calpestati i diritti umani con le ultime tragedie che sono avvenute nei mari antistanti le coste italiane. Per non evidenziare il fallimento di questo governo, il Presidente del Consiglio se l’è presa con l’Unione Europea. La stessa cosa ha fatto con le carceri. Di fronte al dramma della sicurezza nel nostro Paese, la privatizzazione della sicurezza attraverso le ronde e attacchi ai magistrati, ha pensato bene di riversare la responsabilità della giustizia e del sovraffollamento delle carceri sull’Unione Europea.E da ultimo l’attacco forsennato all’Unione Europea in generale, alla Commissione, ai portavoce dell’Unione Europea. Questo perché? Perché in Europa è ormai evidente a tutti il fallimento – anche al centro-destra europeo, il Partito Popolare europeo – di Berlusconi. Siccome l’immagine del Presidente del Consiglio è assolutamente deteriorata all’estero, dopo le vicende “papi” per capirci, attraverso la privatizzazione della cosa pubblica e l’utilizzo, quale utilizzatore finale, del corpo femminile, questa immagine del Presidente del Consiglio completamente lesionata, egli non fa altro che prendersela con la Commissione Europea per mascherare anche il fallimento della politica economica e del lavoro del governo. Questo è molto grave. È molto grave, perché invece nel Parlamento Europeo si stanno affrontando cose molto serie a cominciare proprio dai gravi temi dei cambiamenti climatici e dell’immigrazione. Berlusconi farebbe bene a dimettersi.blog: Qual è la portata della gravità della minaccia che ha fatto Berlusconi? Io paralizzo la Commissione Europea? Magari i media italiani non riescono a rappresentarla adeguatamente, ma in Europa c’è scandalo per questo.L.d.M.: Sì, questo è un passaggio di una gravità inaudita. Non si è mai visto che un Paese democratico minacci di paralizzare una istituzione semplicemente perché magari questa istituzione dice delle cose sgradite al Presidente del Consiglio, che si sta comportando come un piccolo peronista in Italia, come un dittatore che vuole consolidare il disegno piduista annientando l’indipendenza della magistratura, massacrando la libertà dell’informazione, facendo un assetto verticistico del potere, riducendo il Parlamento a mero organo di ratifica dei voleri del premier, privatizzando la sicurezza attraverso le ronde, riempiendo il Paese di militari per governare il conflitto sociale che verrà fuori, perché c’è il fallimento totale della politica economica e del lavoro di questo governo.
intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo
Luigi De Magistris è il deputato eletto con il maggior numero di preferenze al Parlamento europeo con circa mezzo milione di voti. Più di qualunque rappresentante di ogni altro Stato europeo. E' un uomo che viene dalla Rete. Ha tutti i titoli per parlare di Europa, più di chiunque altro, si chiami Frattini o Gasparri.Lo psiconano sta attuando una vecchia strategia dei dittatori. Per giustificare i suoi fallimenti trova sempre nuovi nemici esterni. Dopo i comunisti, gli extracomunitari, l'informazione mondiale e la Chiesa, oggi è il turno dell'Unione Europea che vorrebbe paralizzare se non si mette il bavaglio.Intervista a Luigi de Magistris:blog: Luigi de Magistris: Berlusconi dopo aver attaccato la stampa attacca anche l’Unione Europea con proclami pazzeschi.L.d.M.: Ultimamente siamo al delirio del Presidente del Consiglio. Non sa più con chi prendersela, dopo essersela presa coi giudici, coi magistrati, con la libera stampa, adesso il fallimento del governo viene oscurato con attacchi all’Unione Europea. C’è stata una escalation che è cominciata con l’immigrazione, cioè il fallimento totale della legge Bossi-Fini, le immigrazioni sono aumentate, sono stati calpestati i diritti umani con le ultime tragedie che sono avvenute nei mari antistanti le coste italiane. Per non evidenziare il fallimento di questo governo, il Presidente del Consiglio se l’è presa con l’Unione Europea. La stessa cosa ha fatto con le carceri. Di fronte al dramma della sicurezza nel nostro Paese, la privatizzazione della sicurezza attraverso le ronde e attacchi ai magistrati, ha pensato bene di riversare la responsabilità della giustizia e del sovraffollamento delle carceri sull’Unione Europea.E da ultimo l’attacco forsennato all’Unione Europea in generale, alla Commissione, ai portavoce dell’Unione Europea. Questo perché? Perché in Europa è ormai evidente a tutti il fallimento – anche al centro-destra europeo, il Partito Popolare europeo – di Berlusconi. Siccome l’immagine del Presidente del Consiglio è assolutamente deteriorata all’estero, dopo le vicende “papi” per capirci, attraverso la privatizzazione della cosa pubblica e l’utilizzo, quale utilizzatore finale, del corpo femminile, questa immagine del Presidente del Consiglio completamente lesionata, egli non fa altro che prendersela con la Commissione Europea per mascherare anche il fallimento della politica economica e del lavoro del governo. Questo è molto grave. È molto grave, perché invece nel Parlamento Europeo si stanno affrontando cose molto serie a cominciare proprio dai gravi temi dei cambiamenti climatici e dell’immigrazione. Berlusconi farebbe bene a dimettersi.blog: Qual è la portata della gravità della minaccia che ha fatto Berlusconi? Io paralizzo la Commissione Europea? Magari i media italiani non riescono a rappresentarla adeguatamente, ma in Europa c’è scandalo per questo.L.d.M.: Sì, questo è un passaggio di una gravità inaudita. Non si è mai visto che un Paese democratico minacci di paralizzare una istituzione semplicemente perché magari questa istituzione dice delle cose sgradite al Presidente del Consiglio, che si sta comportando come un piccolo peronista in Italia, come un dittatore che vuole consolidare il disegno piduista annientando l’indipendenza della magistratura, massacrando la libertà dell’informazione, facendo un assetto verticistico del potere, riducendo il Parlamento a mero organo di ratifica dei voleri del premier, privatizzando la sicurezza attraverso le ronde, riempiendo il Paese di militari per governare il conflitto sociale che verrà fuori, perché c’è il fallimento totale della politica economica e del lavoro di questo governo.
intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo
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