giovedì 20 agosto 2009

Comunicati stampa del Sen. Felice Belisario

Belisario: Berlusconi vuole umiliare il Sud

      Felice Belisario

Felice Belisario

"Berlusconi continua a imbrogliare gli italiani. Dopo anni in cui insieme a Tremonti ha sottratto denaro al Sud per investirlo altrove, adesso si inventa una improbabile e indefinita agemzia per il Mezzogiorno di cui egli stesso si autoproclama capo": lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario.
"E' il classico gioco delle tre carte - continua Belisario - prima crea il problema meridionale e poi fa finta di risolverlo. E' un altro carrozzone che vuole regalare ai suoi affiliati desiderosi di poltrone ma certamente incapaci di dare una svolta a un Sud in ginocchio che la Trimurti Berlusconi-Tremonti-Bossi, dopo aver offeso, vuole umiliare".


Pubblicato da Ufficio stampa IdV al Senato [ idv_ufficiostampa@senato.it ]

Sabato 8 Agosto 2009 - ore 12:08 [in categoria: ]

Questione morale. Belisario: Centrosinistra non può essere brutta copia del centrodestra

      Felice Belisario

Felice Belisario

“La coalizione di centrosinistra non può essere una brutta copia del centrodestra. Deve essere alternativa in tutto, soprattutto deve differenziarsene per la condotta etico-morale, liquidando i corrotti e chi fa un uso personale della politica per arricchirsi o far arricchire i propri amici e parenti”. Lo afferma il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario

“Non è ammissibile, ad esempio, fare polemiche dichiarazioni come quelle che il Sindaco di Bari e segretario regionale del PD, Michele Emiliano (ex pm) e quelle ancor più gravi che il Presidente della Regione Puglia Niki Vendola, hanno rivolto contro i magistrati che hanno finalmente scoperchiato la cupola del malaffare sulla sanità pugliese”.

“Cosa hanno fatto di male i magistrati di Bari? Hanno solo messo in evidenza – spiega Belisario - che, purtroppo, la corruzione non ha colori e si annida anche nel centrosinistra. Piuttosto, Emiliano e Vendola spieghino i loro errori e li correggano. Non è mai troppo tardi”.

Infatti, secondo Belisario, “Emiliano dovrebbe spiegare perché ha voluto che l'ex assessore Tedesco sedesse nei banchi di Palazzo Madama; Vendola dovrebbe chiarire perché è stato colpevolmente sordo alle denunce che l'IdV ha fatto fin da tre anni fa sulla cattiva gestione della sanità nella regione. Basta con i giochetti e le candidature – conclude il presidente dei senatori IdV - la campana dell'ultimo giro è già suonata!”.


Pubblicato da Ufficio stampa IdV al Senato [ idv_ufficiostampa@senato.it ]

martedì 11 agosto 2009

La Gazzetta del Mezzogiorno: Un sit-in dell'Idv a favore del pm Digeronimo:



BARI - L'intervento del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, con la lettera che ha voluto inviare al pm antimafia che indaga sulla sua giunta, Desiree Digeronimo, “è un grave attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura”, “è uno scivolone di Vendola”. Lo sostiene il coordinatore regionale dell’Idv Puglia, Pierfelice Zazzera, che questo pomeriggio, insieme ad aderenti al partito, al consigliere regionale dell’Idv, Giacomo Olivieri, e ad esponenti del comitato 'Cittadino collaboratore di giustizià, ha tenuto un sit-in dinanzi alla sede della Procura di Bari, in via Nazariant, a sostegno della magistratura di Bari che sta indagando sugli “scandali sanitari e sugli intrecci tra politica, affari e criminalità”. Zazzera ha scritto una lettera a Vendola, chiedendo tra l'altro di chiarire “perché tanti esponenti legati al mondo della sanità, che quattro anni fa hanno sostenuto Raffaele Fitto (ex presidente della Regione Puglia e ora ministro dei Rapporti con le Regioni, ndr) oggi continuano a ricoprire ruoli di rilievo nella gestione della sanità pugliese”.

“Quando Vendola parla poi di reti di amicizie che minerebbero l'indipendenza di giudizio di un magistrato o di esponenti della della giustizia partecipi di festini dove sarebbe girata cocaina, a cosa – chiede Zazzera – si riferisce? Vendola deve fare i nomi”. “Vengono sollevate da Vendola, che ha voluto fare una spettacolarizzazione, – ha continuato Zazzera – eccezioni sulla competenza dell’indagine, sovrapponendosi al ruolo che spetta esclusivamente al Procuratore Generale. Bene ha fatto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ad aprire un procedimento a tutela del magistrato”.

La lettera di Vendola “mette a rischio – secondo Zazzera – anche la sicurezza di un magistrato impegnato nelle indagini sull'antimafia”. L'Idv di Puglia, con cartelloni e striscioni srotolati davanti alla Procura, ha incitato il pm Digeronimo “ad andare avanti senza farsi intimidire da nessuno e senza avere paura”. “La corruzione – ha anche detto Zazzera – non ha un colore politico. Tutti sanno che molti primari sono stati nominati perchè devono impiantare protesi altrimenti vengono mandati via”. “Nel 2010 – ha concluso Zazzera – noi proporremo liste pulite. E sia chiaro che l’Idv non deve decidere da che parte stare, l’Idv sta nel centrosinistra”.

nota: Il Circolo dell'Italia dei Valori di San Donaci con una propria delegazione era presente ieri pomeriggio a Bari davanti al Palazzo di Giustizia insieme al Coordinatore Provinciale dott. Giuseppe CAPRIOLI. Sul posto è giunto altresì il Sen Giuseppe CAFORIO ed il vice Coordinatore Provinciale Vittorio MADAMA. E' stata espressa solidarietà ai magistrati invitandoli ad andare avanti nell'attività di indagine senza guardare in faccia nessuno.
Caro Niki, un tempo sapevi da che parte stava la giustizia. Ora facciamo fatica a riconoscerti come un uomo di sinistra.
Non potevi non sapere quello che accadeva nella tua Regione!


lunedì 10 agosto 2009

PUGLIA: BASTA CON I GIOCHETTI


9 Agosto 2009

Puglia: basta con i giochetti

Autore Felice Belisario
La coalizione di centrosinistra non può essere una brutta copia del centrodestra. Deve essere alternativa in tutto, soprattutto deve differenziarsene per la condotta etico-morale, liquidando i corrotti e chi fa un uso personale della politica per arricchirsi o far arricchire i propri amici e parenti.Non è ammissibile, ad esempio, fare polemiche dichiarazioni come quelle che il Sindaco di Bari e segretario regionale del PD, Michele Emiliano (ex pm) e quelle ancor più gravi che il Presidente della Regione Puglia Niki Vendola, hanno rivolto contro i magistrati che hanno finalmente scoperchiato la cupola del malaffare sulla sanità pugliese.Cosa hanno fatto di male i magistrati di Bari? Hanno solo messo in evidenza che, purtroppo, la corruzione non ha colori e si annida anche nel centrosinistra. Piuttosto, Emiliano e Vendola spieghino i loro errori e li correggano. Non è mai troppo tardi.Emiliano dovrebbe spiegare perché ha voluto che l'ex assessore Tedesco sedesse nei banchi di Palazzo Madama; Vendola dovrebbe chiarire perché è stato colpevolmente sordo alle denunce che l'IdV ha fatto fin da tre anni fa sulla cattiva gestione della sanità nella regione. Basta con i giochetti e le candidature, la campana dell'ultimo giro è già suonata!

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IL NUCLEARE E' MORTO

8 Agosto 2009

Il nucleare è morto in culla

“Entro il 2015 il mercato delle centrali solari termodinamiche farà segnare crescite a due cifre, per un valore globale di 10 miliardi di euro” sono le parole di un dirigete della Siemens, colosso tedesco, che investirà cifre blu nelle tecnologie legate al solare e lo farà proprio in Italia, a Siracusa.
ll pianeta muove verso le energie rinnovabili ed investe tutto in quella direzione, il futuro è là, lo hanno fiutato tutti, anche la Francia che ci ha rifilato una tecnologia nucleare vecchia di trent’anni. Lo stesso Obama nei giorni scorsi ha aperto linee di finanziamento all’automotive per lo sviluppo delle tecnologie no-petrolio.“Ma l’America è lontana” cantava Lucio Dalla ed effettivamente oggi l’Italia è più vicina all’Iran che non agli Stati Uniti con la mozione n° 1-00155 dei senatori Gasparri, Nania e Dell’Utri che invita il governo, in sostanza, a dirottare gli investimenti dal solare termodinamico al nucleare.Nel frattempo l’italiano Rubbia in Spagna sta realizzando il progetto di una centrale a ciclo solare termodinamico per cui Siviglia nel 2013 sarà la prima città europea con un distretto di 700.000 abitanti a disporre soltanto di energia solare termodinamica.Questo Governo è inadeguato, politicamente morto, socialmente anacronistico e guidato da uomini incompetenti e disinteressati a temi come l’ambiente, le energie rinnovabili, la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, settori che potrebbero offrire centinaia di migliaia di posti di lavoro altamente appetibili in ambito internazionale. Ed invece l’Italia è ferma, anzi in caduta libera, con un Pil che toccherà per fine anno un -8% nella migliore delle previsioni, una disoccupazione che infrangerà la barriera del 10%, fabbriche ed attività produttive pronte ad abbassare le saracinesche dopo le ferie e finanziamenti miliardari senza obiettivi che affosseranno ulteriormente il debito pubblico. Tutto frutto di una colossale incompetenza che costituirà una pesante ipoteca per il futuro dei nostri figli Il nucleare morto in culla, non si farà mai, Silvio Berlusconi non taglierà mai il nastro di nessuna centrale, se non altro per questioni temporali, in compenso tutto questo “cinema” sull’energia frutterà qualche miliardo di euro dello Stato e della Comunità europea a qualche impresa filo-governativa, ma costerà agli italiani un ritardo incolmabile nei confronti degli altri Paesi in tema di sviluppo delle energie rinnovabili e, come al solito, andremo a “rimorchio”, in campo energetico, ancora per un paio di secoli.
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sabato 8 agosto 2009

LIBIDINE ANTIDEMOCRATICA

7 Agosto 2009

Libidine antidemocratica
Autore Leoluca Orlando
Il caldo di agosto fa evaporare le residue illusioni di una Commissione parlamentare realmente di vigilanza e di garanzia e di un consiglio di amministrazione Rai realmente in grado di fare scelte aziendali autonome.Con buona pace di Sergio Zavoli e di Paolo Garimberti, esperti professionisti ridotti al ruolo di "re travicello", la Rai ormai è un'azienda eterodiretta e ciò grazie ad un vergognoso conflitto di interessi che vede in una stessa persona sommarsi i ruoli di capo del governo, rappresentante della proprietà del servizio pubblico e proprietario dell'azienda televisiva privata più grande d’Italia.Non contenti, dopo avere mortificato la Commissione parlamentare di vigilanza e dopo aver di fatto commissariato il consiglio di amministrazione della Rai, il più grande imprenditore televisivo privato, sfruttando il suo ruolo di capo del governo e dalla sede ufficiale di palazzo Chigi, minaccia e attacca singoli giornalisti e intere redazioni giornalistiche del servizio pubblico.Siamo in presenza di una vera e propria escalation di atti di libidine istituzionale e di continui episodi di delirio di onnipotenza, che umiliano la libertà di informazione, la professionalità dei giornalisti e il diritto costituzionalmente garantito dei cittadini di essere informati.Non consentiremo che, approfittando delle pause estive, si metta in atto un autentico golpe democratico, e si realizzi quel piano eversivo antidemocratico che Licio Gelli e la P2 avevano teorizzato e che Silvio Berlusconi sta concretamente attuando.

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UN PARLAMENTO DA REGINA COELI

7 Agosto 2009

Un Parlamento da Regina Coeli

La riforma elettorale promossa nel dicembre 2005 dal leghista Roberto Calderoli, supportata dal governo Berlusconi III, mostra senza veli, nel 2009, la sua vera natura. Negando la liberta' d'espressione del cittadino, privato del voto di preferenza, si tratta infatti di una legge che e' linfa vitale per la casta politica.
L’inquietante interrogativo che si pone oggi pensando alle istituzioni è: chi siede in Parlamento e nel Governo? A scegliere mille parlamentari, ministri e sottosegretari, attualmente, sono cinque persone, chi più, chi meno: i segretari di partito.
Ma quali sono i criteri utilizzati per selezionare i nominativi per la maggior parte dei “prescelti”, non è dato saperli ai cittadini, che oggi sono trattati come vacche al pascolo: munte sotto elezioni e poi abbandonate nella prateria di Stato in balia degli eventi.
Una minima idea però possiamo farcela, almeno in merito ai criteri con cui il PdL, il Partito della Lingerie, e la maggioranza di Governo scelgono i loro uomini : indagati, pregiudicati e condannati in via definitiva, di cui se ne contano 13 nel Parlamento italiano.
Ma non basta. Ieri il giornale francese Nouvel Observateur, in un gravissimo articolo sulle infiltrazioni della mafia russa nel nostro territorio attraverso intrighi di Governo, cita conversazioni tra due nostri ministri: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Conversazioni che sembrano avvallare l’ipotesi per cui entrambe conoscano le abitudini sessuali del Premier, offrendo così all’opinione pubblica ambigue interpretazioni sulle loro folgoranti nomine. Ambigue interpretazioni che, leggendo l’articolo e la reazione dell’avvocato del Premier, nonché parlamentare, Niccolò Ghedini, sembrano trovare perfino conferma.
Non basta ancora. Oggi un servizio de L’Espresso indica Fabrizio Cicchitto, capogruppo PdL alla Camera, insieme ad alcuni luogotenenti abruzzesi, come il beneficiario di proventi derivanti dalla compravendita di scranni parlamentari, e di chissà cos’altro.
Dunque tra l’immunità parlamentare per salvare amici e fiduciari dalle pareti di un carcere, scambi di favori e riconoscimenti per prestazioni sessuali, mazzette e compravendita di seggi in Parlamento, i criteri di meritocrazia sembrano rappresentare l’ultima delle variabili per cui i parlamentari e uomini di Governo, almeno quelli scelti dalla maggioranza, finisco a rappresentare l’Italia. Un Parlamento così dovrebbe riunirsi a Regina Coeli piuttosto che a Montecitorio o a Palazzo Madama.
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giovedì 6 agosto 2009

IL RE E' NUDO


6 Agosto 2009

Il re e' nudo

Autore Luigi de Magistris
Quello che sembra emergere dal blog di Paolo Guzzanti è ‘patrimonio’ conosciuto nel mondo politico e dell’informazione, pur essendo stato archiviato in modo frettoloso nelle sedi istituzionali competenti. C’è da sperare che la magistratura, la quale si riconosce nella Costituzione, in particolare nell’articolo 3 (uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge) e 112 (obbligatorietà dell'azione penale), accerti gli aspetti penali della vicenda. Ci troviamo infatti di fronte a nuove tecniche di corruzione e mercimonio delle pubbliche funzioni che avrebbero come protagonista il presidente del Consiglio e alcuni membri del suo Governo. Comportamenti sanzionati dal codice penale: si veda l’articolo 319 che riguarda incarichi politici ed istituzionali in cambio di utilità varie.Una vicenda che potrebbe dunque avere un profilo giudiziario oltre che politico-morale. Se il primo lo lasciamo alla magistratura, il secondo invece ci riguarda tutti come cittadini di questo Paese. Oggi leggendo i giornali esteri c’è infatti da rabbrividire per l’italica immagine che si va diffondendo oltr’Alpe. Se i media inglesi, in pieno stile british, attaccano l’Italia con un misto di repulsione e sarcasmo, quelli francesi mettono da parte ogni tono ironico per lasciare spazio solo alla condanna. Una delegittimazione che ovviamente non riguarda esclusivamente il presidente del Consiglio e la sua corte, ma l’intera nazione.Perché gli italiani accettano di essere governati da un potere molto più simile all’impero romano in decadenza che ad una moderna democrazia?Questa è la domanda che circola oltre confine e che dovrebbe trovare risposta qui da noi. Il punto doloroso è che se il re è nudo, anche il suo popolo non è vestito troppo. La (in)cultura berlusconiana, con il potente mezzo della televisione commerciale, ha creato una rivoluzione antropologica nella società italiana, alterandone i geni. Il sovrano in fondo rispecchia la sua base. E la rispecchia perché ha contribuito a plasmarla: come nei regimi totalitari, con il sogno dell’homo novus, anche Berlusconi in questi anni ha imposto un modello antropologico. E lo ha imposto a tutti. Le ragazze e le donne possono guardare alla bellezza del corpo come apripista di ogni strada (governo e politica compresi), mentre agli uomini il modello offerto è lui stesso: l’imprenditore di successo senza scrupoli che conquista la guida del Paese e che è al di sopra della legge e dell’etica pubblica.Eppure in questa triste decadenza di un’intera nazione, continua ad esistere un anticorpo capace di neutralizzare la ‘malattia’ berlusconiana. E’ rappresentato dalla parte sana del Paese, quella società civile che affolla blog e social network per parlarsi, che fa resistenza pacifica leggendo e informandosi, che punta l’indice contro le mafie perché fedele ad un’idea di legalità e di giustizia, che sa provare il senso della solidarietà verso i migranti, che vede il potere come strumento e non come fine della politica , che crede nei partiti e nei movimenti come spazi di partecipazione. A questa società civile, che non esaurisce se stessa dentro la cabina elettorale, è affidato il sogno di una ricostruzione, prima ancora che politica sicuramente etica.Il re è nudo, ma il popolo no.


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