sabato 7 marzo 2009

IMPRONTE: ABBIAMO FATTO IL NOSTRO DOVERE


7 Marzo 2009
Impronte: abbiamo fatto il nostro dovere



Autore Massimo Donadi


Da martedì 18 sarà attivo il nuovo sistema di voto antipianisti, voluto dal Presidente della Camera Gianfranco Fini e fortemente sostenuto da Italia dei Valori.

Non è un caso, infatti, che tutti i deputati di Italia dei Valori abbiano già da tempo depositato le proprie minuzie, ovvero, il rilascio dell’impronta del dito. Ad oggi, mancano all’appello 59 deputati che hanno tempo di rimediare fino a martedì, quando si svolgerà il primo voto con il nuovo sistema su una mozione bipartisan relativa alla situazione in Tibet.

Sempre fino ad oggi sono 19 gli obiettori, coloro cioè che hanno rifiutato di sottoporsi al prelievo dell'impronta prevista dal nuovo sistema. Questo, ad ora, il dettaglio delle tessere rilasciate, tanto per essere chiari e dare un quadro completo:

IDV: TUTTI;
LEGA: 48 su 60;
Gruppo misto: 13 su 20;
PD: 213 su 218;
PDL: 219 su 271;
UDC: 32 su 34.

Da martedì, ne vedremo delle belle. Non ci sarà più scampo per quei deputati con il vizietto, ovvero, con la pessima abitudine di essere assenti ma con il vantaggio di non perdere i soldi, grazie alla mano amica del collega che vota per lui.

Triste che si sia dovuti arrivare ad un misura del genere. Ma non era più tollerabile continuare a pagare con i soldi dei contribuenti italiani i deputati fannulloni e magari a passeggio per le strade di Roma. Succede così per tutti i lavoratori italiani. Da oggi, non c’è più via di scampo neanche per i deputati. Era ora.

Postato da Massimo Donadi

venerdì 6 marzo 2009

GELMINI: PER STRADA INSEGNANTI E BAMBINI


6 Marzo 2009
Gelmini: per strada insegnanti e bambini


Autore Antonio Borghesi


La riforma della scuola elementare del ministro Gelmini e' un vero e proprio capolavoro di insipienza. Con un colpo solo, e' riuscita nel difficile intento di buttare sulla strada insegnanti e bambini.

Secondo i calcoli del mensile “Tuttoscuola”, basati sulle pre-iscrizioni alla prima elementare, nel 2009 saranno circa 500 mila i bambini che inizieranno il primo ciclo scolastico. Secondo un sondaggio ministeriale il 90% delle famiglie ha chiesto il tempo “lungo” o “prolungato”. Il Ministro aveva garantito che le richieste delle famiglie sarebbero state accolte. Ora invece, secondo “Tuttoscuola”, basandosi sugli organici previsti dal Ministero, 300 mila famiglie non potranno usufruire dell’offerta richiesta e cioè di un orario di 30 ore settimanali. Per molte di esse si aprirà la scelta drammatica di dover lasciare i bambini soli o per strada, se non possono permettersi di sostenere i costi di una baby sitter.

Nel frattempo circa 30 mila insegnanti precari della scuola saranno licenziati. Come avevamo osservato al momento del varo della riforma in realtà questa legge aveva solo lo scopo di “fare cassa”. Eppure basterebbe poco per rispondere ai bisogni delle famiglie. Il Ministro “Tremonti sul viale del tramonto” non è ancora stato capace di recuperare 5 miliardi di euro dagli evasori che si erano autodenunciati con il suo condono del 2003. Basterebbe rendere esecutive le somme autodenunciate e decaduti tutti coloro che hanno pagato una o poche rate di quel condono, agendo immediatamente con il sequestro dei loro beni ed in sede penale. Si potrebbero già licenziare meno precari ed accontentare tante famiglie.

Il Ministro Gelmini va iscritto di diritto alla “Lista dei furbetti” di questa nostra povera Italia per essersi recata a Reggio Calabria a fare l’esame di stato per diventare avvocato. Non ha ancora risposto alle nostre richieste di indicarci quale fosse la sua residenza a Reggio (obbligatoria per legge), poiché è evidente che se questa fosse inesistente (notoriamente vi era un fiorente commercio di residenze false), passerebbe dalla “Lista dei furbetti” alla “Lista degli indagati”. Nel frattempo compia almeno un ravvedimento operoso, ammetta di aver sbagliato e si faccia dare un po’ di soldi da Tremonti per rispettare gli impegni assunti con i cittadini.

Postato da Antonio Borghesi

giovedì 5 marzo 2009

COLLEZIONISMO DI POLTRONE


4 Marzo 2009
Collezionismo di poltrone


Anche oggi vi voglio parlare di informazione e lo faccio perché credo che siamo arrivati ai confini della democrazia, proprio perché l'informazione sta ormai diventando uno strumento sotto il controllo di specifiche persone messe apposta dal sistema dei partiti, innanzitutto, e da persone che vogliono farsi i propri affari attraverso l'informazione stessa.

Voglio parlarvi del Consiglio d'Amministrazione della Rai. Come sapete, le nomine sono state fatte e l'Italia dei Valori si è rifiutata di far parte di questa lottizzazione che, invece, ha denunciato in tutte le sedi. Ora stanno decidendo chi sarà il Presidente del CdA Rai. Anche all'Italia dei Valori è stato chiesto se voleva concorrere all'individuazione di questo Presidente, ma noi abbiamo rifiutato, perché contestiamo l'idea stessa che prima si fa il misfatto e poi si vogliono chiudere le porte. Ecco il misfatto: i membri del Cda Rai sono stati scelti dai partiti in spirito di perfetta lottizzazione, con un accordo volgare tra centrodestra e centrosinistra. Ecco perché non intendiamo parteciparvi.

Per farvi capire il conflitto d'interessi che c'è all'interno del CdA Rai vi cito un caso, quello di Guglielmo Rositani. Ebbene, riflettiamo: la Rai per definizione offre un servizio pubblico, il suo compito è quello di informare i cittadini e garantire la tutela della democrazia. La Rai dovrebbe essere lo strumento per controllare i potenti per conto del popolo. E' chiaro che se il CdA viene nominato dai partiti, i suoi membri rispondono ad essi. E' il controllato che nomina il controllore, come se l'imputato nominasse il giudice. E a questo punto non c’è nessuna garanzia che ciò che dice l'informazione pubblica sia vero.

Prendete il caso di Rositani: membro del Cda Rai, è anche sindaco di un paesino della Calabria e membro del Cda Ponte di Messina. Quando l'informazione pubblica deve far sapere ai cittadini se in quel paese il sindaco fa le cose bene o male, o che il ponte sullo stretto di Messina sia una cosa giusta o sbagliata, secondo voi il Cda come deciderà? Deciderà sulla base di una risultanza oggettiva o sulla base di una risultanza soggettiva di chi sta anche dentro del Cda stesso? Mi pare che il conflitto d'interessi ci sia, ed è evidente: egli un giorno fa il giudice e un giorno fa il giudicato.

Mi pare che, ancora una volta, c'è da denunciare questa lottizzazione partitica che decide per sé e non fa conoscere ai cittadini come stanno in realtà le cose, ma come più pare e piace a chi sta al potere e per conto di questo o quel partito. L'Italia dei Valori si è dissociata, protesta e nello stesso tempo si fa carico di informare i cittadini su come stanno in realtà le cose.


Postato da Antonio Di Pietro

mercoledì 4 marzo 2009

I CITTADINI CI SCRIVONO

Un cittadino sandonacese scrive.

pubblichiamo una missiva pervenuta da parte di un ns. concittadino/a, che ringraziamo, che ci segnala un problema annoso ed ancora irrisolto: l'amianto.

Gentile Avv. Fanelli,
mi rivolgo a Lei quale Presidente del Circolo Italia dei Valori di San Donaci un partito che da sempre ha posto come primo obbiettivo il rispetto della legalità e la massima trasparenza nell’amministrazione del territorio e della cosa pubblica.

Nel nostro territorio, come credo in tutto il resto del territorio nazionale, insistono edifici e manufatti industriali dove abbonda in varie forme la presenza di amianto. A partire dagli anni ’60,causa la scarsa conoscenza di tale potenziale pericolo, o forse per colpevole negligenza di chi lo produceva, si è fatto largo uso di coibentazioni e coperture( “eternit”) persino nelle nostre private abitazioni.

Com’è noto l’amianto è nocivo alla salute dell’uomo per la sua caratteristica di rilasciare nell’aria microfibre inalabili. Dette sostanze arrecano patologie gravi ed irreversibili all’apparato respiratorio quali “asbestosi” e “carcinoma polmonare” che condannano chi ne è affetto ad una lenta agonia.

Tutti i manufatti dove è presente l’amianto, se nel tempo non vengono opportunamente controllati e manutenuti (come credo faccia ogni buon padrone di casa), a causa dell’azione di agenti esterni quali le forti variazioni di temperature ,la pioggia ed il vento, tendono a sgretolarsi e quindi a rilasciare nell’aria le micidiali microfibre con effetti devastanti su tutti gli esseri viventi
.
La normativa in vigore impone ai proprietari di edifici e manufatti industriali(dove rilevante è la presenza di amianto a causa della grandezza della superficie operativa) di informare gli Enti preposti, quali il Comune e l’A.S.L., ove abbiano accertato in essi la presenza di amianto. Il Comune da parte sua è tenuto a censire e comunque ad individuare tali siti facendone oggetto di apposita mappatura e imponendo al legittimo proprietario apposito intervento di bonifica e messa in sicurezza. L’A.S.L. è tenuta a sua volta a tenere un registro dove è evidenziata la localizzazione dell’amianto sul territorio. Dulcis in fundo esiste l’A.R.P.A. che dovrebbe, comunque ed in ogni caso, sopraintendere alla vigilanza ambientale del territorio.

Ora mi chiedo e Le domando, perché nonostante la normativa in vigore e i numerosi Presidi Istituzionali si continua a vivere in un ambiente così degradato? Basta guardarsi in giro per vedere all’interno del paese manufatti industriali in completo abbandono e la presenza sui tetti e negli orti delle case private di coperture in “eternit” senza alcuna protezione esterna. Se ciò non bastasse, è sufficiente recarsi a prendere una boccata di “aria buona” fuori dall’abitato per imbattersi in discariche abusive abbandonate sul ciglio della strada stracolme di materiale dismesso in amianto.

Spero che questa mia segnalazione possa far parte di inziative da parte dell’I.D.V. nel promuovere più accurati e seri controlli da parte delle Autorità preposte al controllo del territorio.-

Gentile Concittadino/a
Mi sento innanzitutto di ringraziarLa per aver posto all'attenzione di tutti noi un tema attuale che ci interessa da vicino per le profonde implicazioni ambientali e di salute pubblica. Quello dell'amianto e della sua bonifica è uno dei gravissimi problemi ambientali che ci tocca affrontare con serietà e senso di responsabilità se non vogliamo che le generazioni presenti e future paghino con la vita la nostra incuria. Le fibre di amianto che si sprigionano nell'aria, nel terreno,nella falda acquifera sono infatti un serio pericolo per la salute umana. Per il momento non possiamo che passare la segnalazione al ns. Sindaco, al quale chiediamo di farci conoscere quali iniziative l'Amministrazione Comunale intenda adottare per tutelare adeguatamente la salute dei cittadini Sandonacesi e non solo di essi. Ad ogni buon conto, poichè non possiamo perdere altro tempo,
invitiamo tutti gli interessati a comunicarci i siti interessati da amianto, siano essi discariche, luoghi privati o pubblici (es. abitazioni, uffici, capannoni ecc.). Provvederemo a ns. volta ad attivare le Autorità preposte, e in caso di loro inerzia, a denunciare il fatto all'Autorità Giudiziaria. Grazie. Americo Fanelli -"Circolo IDV San Donaci Terra Viva" e mail:idvsandonaci@gmail.com

martedì 3 marzo 2009

SCIOPERO VIRTUALE , BEFFA REALE


3 Marzo 2009
Sciopero virtuale, beffa reale



Pubblico una considerazione "semiseria" sullo sciopero virtuale.

La tradizione del movimento operaio aveva inventato molto tempo fa lo sciopero bianco. Quando il padrone era insensibile alle rivendicazioni, in certi momenti gli operai non avevano altro mezzo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica se non proclamare una forma di agitazione speciale: andare a lavorare, far funzionare la fabbrica, mettere in moto le macchine, produrre le merci, tutto questo senza percepire il salario giornaliero. Perché facevano così? Per mettere in evidenza il loro insostituibile ruolo di produttori, mostrare in un certo senso l’inutilità del padrone.

Era una posizione non priva di ingenuità, ma non doveva essere tanto apprezzata dal padronato se questo spesso richiedeva che la polizia impedisse agli operai l’accesso alla fabbrica. Non pagare il lavoro della giornata veniva quindi considerato meno importante dell’impedire agli operai la strana libertà di lavorare gratis.

Lo sciopero bianco fa dunque parte delle forme non cruente della lotta di classe. Il suo equivalente nel mondo contadino fu, nell’immediato dopoguerra e fino alla riforma agraria, l’occupazione e la lavorazione delle terre incolte e mal coltivate. I paesi contadini del Sud riversavano il loro popolo con arnesi e bestiame sulle terre del latifondo: zappare e seminare era il più delle volte il primo atto di un dramma in cui mancava poi la raccolta. Ma aveva un forte valore simbolico e ha dato forte impulso alla necessità della riforma.

Lo sciopero virtuale di oggi vorrebbe, nelle intenzioni di chi lo propone, rinnovare quel certo non so che di nobiltà delle lotte del passato. Ferrovieri, tranvieri, operatori dei trasporti pubblici proclamano l’agitazione ma assicurano la regolarità del servizio: sono in sciopero ma lavorano. Potrebbero fermare il paese e invece lo fanno muovere come un orologio. L’unica differenza con una condizione normale è che lavorano gratis.

Nessuno degli utenti si accorgerà della mobilitazione: treni, tram, navi, aerei saranno tutti in movimento. Pagheranno il biglietto ma la (minima) quota che dovrebbe andare a chi li trasporta rimarrà nelle casse delle aziende oppure, facendo un giro macchinoso, finirà in improbabili opere di beneficenza o in fondazioni o in chissà cos’altro. L’importante è che non finisca nelle tasche degli scioperanti. Questo è il punto essenziale: che lavorino senza essere pagati. Di questa rinuncia gli utenti sapranno solo se la stampa vorrà dare rilievo alla cosa, altrimenti la vicenda resterà circondata dall’ignoranza dei più.

E’ emozionante vedere con quale partecipazione morale aziende che hanno lasciato scadere per interi bienni o trienni contratti da rinnovare, che hanno asciugato le buste paga dei propri dipendenti fino alla loro rarefazione, trovino le parole più convinte per lodare questa nuova forma di lotta che garantisce loro l’esecuzione quotidiana del lavoro e al tempo stesso il risparmio sulle paghe. La crescente massa dei lavoratori, che tra poco sarà la maggioranza, sommerà quindi alla precarietà sempre maggiore della propria condizione contrattuale una sola certezza: che non solo sarà pagata poco e male quando lavora in modo normale, ma che quando adotterà lo sciopero virtuale l’unica sicurezza sarà di lavorare senza essere pagata affatto.

Gli apologeti della funzionalità, per essere onesti, dovrebbero almeno impegnarsi a stabilire, con la stessa legge, che il giorno prima dello sciopero virtuale e il giorno stesso della mobilitazione invisibile, tutti i mezzi di comunicazione pubblici e privati dovrebbero essere obbligati a trasmettere ogni ora notizie aggiornate, inchieste dirette e a garantire il commento della giornata ai suoi protagonisti. Vi immaginate un telegiornale RaiSet che invece di intervistare Cicchitto e Giovanardi fa parlare il tranviere di Quarto Oggiaro per farsi spiegare quanto salario ha perso in giornata e l’impiegata trasportata per farsi raccontare quant’è meraviglioso arrivare in orario per merito del tranviere non pagato?



Postato da Pancho Pardi

lunedì 2 marzo 2009

ALTRI 400 MILIONI BRUCIATI


Altri 400 milioni bruciati



Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?



Postato da Silvana Mura

RONDE INUTILI E PERICOLOSE

Ronde: Sap, Al Via Lottizzazione Partiti e Noi Badanti

AGI) - Roma, 1 mar. - Assistiamo a Torino al tentativo di lottizzazione delle ronde: ogni partito potrebbe istituire suoi gruppi di volontari anche perche' il Governo ha intenzione di stanziare dei fondi ad hoc, mentre si continuano a tagliare risorse per polizia e carabinieri, che rischiano di diventare badanti. A formulare questa denuncia e' il Sap, il sindacato autonomo di polizia. "Le nostre volanti sono ferme in officina perche' non ci soldi per pagare la manutenzione: a questo punto lancio una provocazione - afferma il segretario provinciale e dirigente nazionale del Sap, Silverio Sabino - chiudiamo le forze dell'ordine e affidiamo tutto a ronde e vigilantes. Forse questo e' il modello di sicurezza che qualcuno ha in mente". A Torino, aggiunge, "rischiamo di dover impiegare il personale di Polizia, gia' sotto organico, per controllare le varie ronde che cominciano a vedersi in giro, da Tossik Park e Porta Palazzo per altro non regolamentate visto che il decreto governativo che le ha istituzionalizzate non sara' operativo fino alla definitiva conversione in legge. Non dimentichiamo che la nostra e' una citta' c'e' una forte presenza dei centri sociali e questi cittadini in libera uscita, questi dilettanti allo sbaraglio, oltre a mettere a repentaglio la loro incolumita', rischiano di alimentare un clima di tensione continuo, con evidente aggravio di lavoro per le forze dell'ordine: questo ruolo da badanti non lo accetteremo mai - avverte - e condividiamo le preoccupazioni espresse dal Cocer Carabinieri. Molti cittadini hanno capito che dietro l'operazione ronde si nasconde l'ennesimo bluff visto che le risorse per le forze dell'ordine continuano ad esser tagliate - conclude Sabino - o incrementate in misura insufficiente alle reali esigenze".


Cocer carabinieri, no alle ronde

ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il Cocer dei carabinieri boccia le ronde: l'organismo di rappresentanza dell'Arma non crede si risolvano cosi' i problemi della sicurezza. Servono, piuttosto, piu' risorse per le forze dell'ordine. In un documento, il Cocer definisce 'impraticabile' la misura delle ronde 'sull'impianto sicurezza che opera in Italia' e cita il caso di Padova,'dove scontri tra No Global e addetti alle ronde hanno creato allarme e un dispendioso lavoro alle forze dell'ordine, intervenute per sedare i tafferugli'.


Sicurezza, 2.876 Nuovi Assunti Nelle Forze Dell'Ordine. Pisanu: Ronde Vulnus Del Nostro Sistema


Roma, 27 feb. (Adnkronos) - In attuazione delle norme fissate dal decreto legge 11 del 23 febbraio scorso, ''Misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale'', e' stato definito il piano di assunzioni di 2.876 nuove unita', appartenenti alle Forze di polizia e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

In particolare, sottolinea il Viminale, per la Polizia di Stato saranno assunti 826 agenti e 80 tra funzionari e ufficiali; per l'Arma dei Carabinieri 700 agenti e 200 tra ispettori e marescialli; per la Guardia di Finanza 231 agenti e 152 tra ispettori e marescialli; per la Polizia Penitenziaria 296 agenti; per il Corpo Forestale 94 agenti e, infine, per i Vigili del Fuoco 297 agenti.

L'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, intanto, interviene sul fenomeno ronde. "Dovrebbero essere gruppi di volontariato, ma spesso si presentano come milizie di partito - afferma il presidente della Commissione Antimafia in un'intervista che sara' pubblicata domenica su 'Metropoli', settimanale allegato alla Repubblica -. Oggettivamente costituiscono un vulnus all'unitarieta' e all'efficienza del nostro sistema di sicurezza".


Noi dell'Italia Dei Valori lo abbiamo detto subito che le ronde oltre che inutili, erano anche pericolose.
Devono essere le forze di polizia preposte a garantire la sicurezza dei cittadini,servono più uomini e più mezzi e non i tagli effettuati da questa maggioranza.

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